Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Svolta in vista per Cisco, una zavorra la divisione consumer

All’indomani dell’annuncio del Ceo John Chambers sulle nuove strategie arriva il parere degli investitori: l’azienda si concentri sui core business. Via le nuove attività intraprese che frenano la crescita

08 Apr 2011

Cisco Systems deve liberarsi della sua divisione consumer che ha
margini di guadagno troppo bassi e concentrarsi sulle attività che
rendono. Lo dicono gli investitori al Chief executive John
Chambers, insoddisfatti delle strategie del numero uno di Cisco che
ha portato l’azienda a disperdersi in 30 nuovi rami di business,
col risultato, sostengono gli analisti, di rallentare la crescita e
distrarre il management.

Chambers ha scritto il 4 aprile una nota ai dipendenti annunciando
numerose “mosse mirate” nelle prossime settimane per ridare
credibilità all’azienda e restringere il suo focus. Liberarsi
della divisione consumer, che include Flip (videocamere) e Linksys
(home networking, prodotti di audio e media storage), dovrebbe
essere la priorità, secondo Sean Conner, analista della Nuveen
Asset Management di Minneapolis. “E’ un ramo dell'azienda
che non funziona e non ha sinergie col resto del gruppo”,
sostiene Conner. “Molte delle attività intraprese recentemente
sono un freno alla crescita”.

Il margine lordo di Cisco si è ristretto al 64% nell’ultimo anno
fiscale, contro il 70% del 2003, in parte come riflesso della
spinta verso i prodotti consumer. La vendita o spinoff di questo
ramo d’azienda aiuterebbe Chambers a raggiungere l’obiettivo di
tornare a concentrarsi sulle attività in cui Cisco è leader, come
le attrezzature di rete, che danno grossi margini di guadagno e
ancora rappresentano circa la metà del fatturato.

Chambers dovrebbe anche pensare a ritirarsi da altre delle tante
attività in cui è Cisco è entrata negli ultimi anni, sostiene
Joanna Makris, analista della Mizuho Securities Usa Inc. a New
York, per esempio i prodotti di nicchia che aiutano le aziende a
gestire i datacenter, dove sono ben consolidate altre società come
Riverbed o Aruba.

Il prezzo delle azioni di Cisco è sceso del 32% nell’ultimo
anno, bruciando circa 46,6 miliardi di dollari di valore di
mercato. Intanto l’azienda deve fronteggiare una concorrenza
intensificata nei switch, le attrezzature usate per indirizzare il
traffico Internet, come ha ammesso lo stesso Chambers in una
conferenza per investitori a San Francisco: i rivali erodono quote
di mercato proponendo prezzi inferiori di quelli di Cisco. “I
switch sono la nostra sfida”, ha detto Chambers. “Il mercato è
diventato difficile”.

Cisco però ha già individuato gli strumenti per recuperare il
terreno perduto. A febbraio ha nominato Gary Moore, già da 10 anni
nel gruppo, chief operating officer, col compito di rendere più
veloce e coordinata l’esecuzione delle nuove priorità
strategiche. Un paradosso dell'azienda è infatti, come nota
Rob Whiteley, analista di Forrester Research, il fatto che abbia
ultimamente introdotto  i suoi prodotti a un ritmo più rapido del
passato, rendendo più difficile coordinare la produzione nelle
fabbriche e il rilascio dei software. “Cisco è una vittima del
suo successo”, afferma Whiteley. “Ha creato un sistema per
sfornare i nuovi prodotti più velocemente e ora ha bisogno di un
executive che dia il ritmo a tutte le fasi”, altrimenti il
rischio è che un prodotto arrivi sul mercato prima del software
aggiornato.

Secondo Kim Caughey del Fort Pitt Capital Group di Pittsburgh, è
possibile attendersi altre novità nel management, oggi "male
organizzato: devono fare meno meeting e più lavoro
concreto”.

La vision di Cisco è stata in questi anni di offrire un’ampia
gamma di prodotti di networking, dai kit per videoconferenza che i
consumatori attaccano alla tv in salotto ai switch e router
high-end che gestiscono il traffico di rete. Convincere gli
investitori di poter sostenere questo approccio “one-stop-shop”
(un solo provider che offre tutto) si è dimostrato difficile.
“Cisco è diventata troppo grande e non sempre innovativa come le
rivali”, secondo Erick Maronak della Victory Capital Management
Inc.

E’ anche vero che Cisco è sempre riuscita negli anni a crescere,
sia in utili che fatturato. E’ giusto dunque dar credito al new
deal di Chambers e alla possibilità di rimettere l’azienda in
carreggiata, concentrandosi sui business vincenti: su questo molti
analisti sono concordi.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link