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Tablet, il 2010 sarà l’anno del boom?

Analisti divisi, ma i tanti modelli presentati al Ces di Las Vegas e la spasmodica attesa creata dal lancio del device di Apple fanno pensare al decollo. Ma la vera sfida si gioca sui contenuti

26 Gen 2010

E’ l’anno del tablet? Dopo due decenni di fallimenti il 2010 è
l’anno da “o la va o la spacca” secondo l’Economist, tanto
che gli analisti sono divisi. Se Hydrasight parla di un mercato di
nicchia destinato a rimanere tale, secondo Gartner nel 2010 saranno
decine di milioni i tablet venduti: il mercato sente il bisogno di
un device intermedio, senza tastiera ma non piccolo e tascabile
come l’iPhone.

Che questo possa essere l’anno della rinascita per i tablet e gli
slate lo si è intuito al Ces di Las Vegas, dove quasi tutti i
maggiori produttori hanno presentato le loro tavolette tuttofare.
Il Ceo di Microsoft Steve Ballmer ne ha mostrate tre, prodotte con
Hp, fra cui spicca l’Hp Slate. Tuttavia Hp stessa ha preferito
attendere prima di dare informazioni precise sulla disponibilità e
sul prezzo del device, così come la Dell su un altro tablet con
sistema operativo Android mostrato in anteprima al Ces. Anche Acer
lancerà la sua tavoletta, e produttori minori come OpenPeak non si
sottraggono alla scommessa. Per non parlare di Apple, che fra
indiscrezioni ben pilotate e un tam tam mediatico senza precedenti,
è riuscita a creare una spasmodica attesa per il suo iSlate (o
iPad).

Ma di cosa ha bisogno il mercato dei tablet per decollare davvero?
Secondo Ballmer alcuni miglioramenti nell’hardware e nel software
renderebbero molto più attraenti le nuove tavolette digitali (nel
corso del Ces ha sponsorizzato Windows 7 come software ideale per
il lancio del dispositivo).

Al contrario secondo Geoff Walker, marketing manager di NextWindow,
si pensa troppo all’hardware e poco agli utilizzatori: “Ho
visto circa 30 tablet al Ces e i loro produttori parlavano tutti di
hardware, – dimensioni dello schermo, sistema operativo, peso,
memoria – ma quando ho chiesto loro come le persone li
utilizzeranno, non mi hanno saputo rispondere perché non ci
avevano proprio pensato”.

A ridefinire l’esperienza del consumatore, ispirando così anche
gli altri produttori del settore, dovrebbe essere proprio Apple. Il
popolare blogger Robert Scoble si aspetta che Apple porti qualcosa
di completamente innovativo, e già intravede il nuovo device della
Mela: libri e magazine letti con elementi multimediali, e i
contenuti di Internet serviti tramite il device su Tv.

Anche Michael Gartenberg, analista di Interpret Research, punta
sulla Mela: “Apple ha capito che per 15 anni tutti hanno provato
a fare questi device e han fallito, quindi deve avere una diversa
concezione su quale possa essere la funzionalità delle tavolette.
Apple di solito non costruisce per decine di migliaia di persone,
ma per decine di milioni.”

Quello che Apple sembra aver capito meglio di altri è che il
futuro si gioca proprio sui contenuti. In questa chiave vanno visti
gli accordi col New York Times e le frenetiche trattative con i
network televisivi. Una tavoletta tuttofare, quindi, con cui sarà
possibile ascoltare musica, guardare la Tv, leggere giornali e
libri (Amazon è preoccupatissima per il lancio dell’iSlate e sta
facendo offerte sempre più convenienti ai suoi fornitori di
contenuti), navigare su Internet, giocare e interagire nei social
network. Solo così, garantendo tutte le esperienze e i contenuti
possibili in mobilità, quello delle tavolette può diventare
mercato di massa.