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Tangenti, Ibm patteggia per 10 milioni di dollari

L’azienda era accusata di aver pagato con denaro e regali funzionari cinesi e sud-coreani in cambio di contratti nel settore pubblico. Nessuna ammissione di colpa né smentita, ma per chiudere la partita opta per un accordo con l’Authority

21 Mar 2011

Ibm patteggia con i regolatori americani della Sec accettando di
pagare 10 milioni di dollari e chiude con la causa che la vedeva
implicata per presunte tangenti ad autorità cinesi e coreane. Il
colosso dei computer service era stato accusato dalla Sec di aver
dato denaro e regali a funzionari dei due Paesi asiatici ottenendo
in cambio contratti con i governi locali per un valore di 54
milioni di dollari.

Ibm non ha né ammesso né negato le accuse, ma ha acconsentio a un
patteggiamento che si compone di 5,3 milioni di dollari di
risarcimento, 2,7 milioni di interessi e una multa di 2 milioni.
Secondo l’autorità che regola la Borsa americana le tangenti
sarebbero state distribuite da Ibm tra il 1998 e il 2009, violando
il Foreign corrupt practices act.

"Controlli interni deficitari hanno consentito ai dipendenti
delle filiali locali di Ibm e alle sue joint venture di usare
business partner locali e agenzie di viaggio come canali per
distribuire tangenti o altri pagamenti impropri a funzionari del
governo cinese e sud-coreano per lunghi periodi di tempo",
denunciava la Sec nei suoi documenti. I pagamenti “impropri”
sarebbero stati effettuati da dipendenti di tre filiali di Ibm e
dalla Lg Ibm Pc Co., una joint venture tra il colosso di Armonk e
Lg Electronics.