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Task force per il broadband, rivoluzione in casa Fcc

Nominato il direttore per l’Energy e l’Environment. Obiettivo: verificare come le reti a banda larga possano essere utilizzate a sostegno delle politiche ambientali nazionali

02 Set 2009

La Federal Communication Commission ha nominato, per la prima volta
nella propria storia, un direttore per l’energia e l’ambiente
che avrà il compito di verificare quanto e se le infrastrutture a
banda larga degli Stati Uniti possano supportare i programmi
governativi in materia di risparmio energetico e ambiente.

L’incarico è stato affidato a Nick Sinai, ex venture capitalist
presso Polarisi Ventures. Il nuovo direttore per l’energy e
l’environment lavorerà innazitutto alla creazione della National
Broadband Task Force, la squadra che poi procederà all’analisi
dell’infrastruttura a banda larga nazionale e successivamente a
stilare un eventuale piano votato all’“integrazione” del
network nell’ambito dei progetti pro-ambiente.

L’ipotesi in campo è utilizzare le reti a banda larga del Paese
per dare vita ad una maxi smart grid un network a sostegno degli
obiettivi in termini di risparmio energetico e di emissioni di CO2.
La realizzazione di una smart grid governativa è stata proposta
dal National Institute for Standards and Technology (Nist) e
dall’Ieee che congiuntamente stanno lavorando al progetto P2030
Smart Grid Interoperability Standard, alias per lo sviluppo di
standard di interoperabilità in materia di network intelligenti.
La Fcc da parte sua si occuperà di mettere a punto le regole di
accesso alle reti broadband e allo spettro radio da parte delle
utilities.

Una delle principali e immediate applicazioni frutto dell’accesso
alle reti broadband è rappresentata dall’adozione di piattaforme
software e servizi per il monitoraggio dei consumi energetici degli
edifici e per il trasferimento dei dati fra consumatori e aziende
erogatrici di energia in modo da spingere da un lato l’uso più
consapevole delle risorse da parte dei cittadini, attraverso
informazioni accurate sui propri consumi e sulle azioni per
migliorare performance e abbattere i costi in bolletta, e
dall’altro per consentire alle compagnie del settore di
personalizzare le offerte contribuendo alla green economy.