L'ANALISI DEL WEF

Tecnologie di frontiera, il peso della geopolitica: energia e reti diventano determinanti



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Quantum computing, space economy, cybersicurezza e AI le tecnologie su cui si confrontano i Paesi. Ma la competizione non si gioca più sulle prestazioni e i cicli di iterazione: ora contano di più sicurezza delle infrastrutture, standard e relazioni strategiche

Pubblicato il 10 apr 2026



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La geopolitica impatta l’evoluzione delle tecnologie di frontiera: questa la conclusione dei dibattiti intercorsi tra grandi aziende tech, governi e società civile al Meeting annuale di Davos di gennaio e illustrati nel supplemento “Tecnologie di frontiera e innovazione” del World economic forum (Wef).

“Negli ultimi due anni, il quadro dominante per le tecnologie di frontiera è stato la competizione. L’attenzione si è concentrata su chi avesse il modello più performante, la valutazione più alta o il ciclo di iterazione più rapido. Ma ora si profila una competizione ben più significativa, incentrata sull’energia, le infrastrutture, le catene di approvvigionamento, gli standard e le relazioni strategiche necessarie per implementare queste tecnologie su larga scala”, spiega Jeremy Jurgens, Managing Director del World Economic Forum.

Tecnologie di frontiera, i fattori politici del successo

Il peso della geopolitica è stato evidente a Davos quando la discussione sulle tecnologie del calcolo quantistico si è concentrata non solo su quando arriverà il calcolo quantistico utile, ma anche su chi definirà gli standard di sicurezza post-quantistici e chi sarà preparato per la transizione.

Un altro esempio: nello spazio, i governi attribuiscono sempre maggiore importanza alla capacità di lancio e connettività nazionale, a fronte delle crescenti preoccupazioni per la concentrazione e la dipendenza strategica.

Ancora, nella sicurezza informatica, strumenti più potenti si scontrano con un contesto geopolitico più frammentato, esponendo sistemi altamente interconnessi a livelli di rischio disomogenei.

Intelligenza artificiale, le infrastrutture diventano chiave

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, il cambiamento è particolarmente evidente nel dibattito sulle infrastrutture. La questione non è più semplicemente chi possiede il modello più avanzato, ma chi è in grado di alimentarlo, scalarlo, governarlo e proteggerlo. L’onere ricade anche su ambiti raramente presi in considerazione nel dibattito sull’innovazione: l’aumento delle bollette elettriche nelle case vicine ai nuovi data center, la crescente domanda di acqua dolce in regioni già soggette a stress idrico e i vincoli di rete che iniziano a influenzare la competitività nazionale.

“In tutti questi ambiti, la lezione strategica è simile. In un sistema interdipendente, l’obiettivo non è l’autosufficienza in ogni campo, ma diventare indispensabili in qualcosa”, afferma Jurgens.

Energia, questione centrale tra tecnologie e geopolitica

Jurgens ricorda che, secondo l”Agenzia internazionale dell’energia, la domanda globale di elettricità da parte dei data center raddoppierà entro il 2030. Il sistema di trasmissione può diventare un ostacolo importante per la costruzione di nuovi data center, con lunghe attese per la connessione in alcune regioni. In questo contesto, operano startup come Emerald AI. Il problema non è semplicemente la carenza di generazione, ma la discrepanza tra i momenti di maggiore stress della rete e il comportamento inflessibile che ci si aspetta normalmente dai grandi data center.

L’energia appare così il principale collo di bottiglia per la rivoluzione dell’Ai negli Stati Uniti e in tutto l’Occidente e, infatti, l’obiettivo di Emerald – ora in fase di dimostrazione – è ridurre questo collo di bottiglia rendendo i carichi di lavoro dell’Ai più reattivi alle condizioni della rete, anziché funzionare alla massima intensità indipendentemente da ciò che accade nel sistema.

Tre segnali da tenere d’occhio

Tre notizie vengono sottolineate da Jurgens come segnali del cambiamento in corso.

La prima è che il settore robotico cinese si sta affacciando sui mercati finanziari: Unitree Robotics ha presentato domanda di quotazione in borsa sul mercato STAR di Shanghai, con l’obiettivo di raccogliere 4,2 miliardi di yuan. Il fatturato dell’azienda è aumentato del 335% nel 2025 e i robot umanoidi channo rappresentato il 51,5% del fatturato nei primi nove mesi dell’anno. L’importanza di questo evento va oltre la singola azienda: una quotazione di successo creerebbe un punto di riferimento anticipato sul mercato pubblico per il settore della robotica umanoide e offrirebbe un segnale concreto su dove la politica industriale cinese sta puntando.

La seconda notizia riguarda l’Europa e le sue ambizioni nell’economia dello spazio. La rete satellitare militare tedesca da 10 miliardi di euro sta suscitando preoccupazioni a Bruxelles per la sovrapposizione con il programma europeo di connettività sicura Iris.

“Il problema più profondo non riguarda solo la sovrapposizione istituzionale”, osserva Jurgens, “ma la crescente tensione tra l’urgenza nazionale e la pianificazione collettiva europea, dato che lo spazio viene sempre più considerato un’infrastruttura strategica”.

L’accelerazione sulla crittografia post-quantistica

Infine, l’intreccio tra tecnologie e geopolitica è ben dimostrata dal ruolo che sta assumendo la sicurezza post-quantistica: secondo Reuters, la Cina potrebbe riuscire a adotarsi di standard nazionali per la crittografia post-quantistica entro circa tre anni; i settori finanziario ed energetico saranno considerati prioritari fin da subito. Ciò fa seguito alla finalizzazione, da parte degli Stati Uniti, dei primi standard post-quantistici nel 2024.

A questo proposito, la Commissione europea ha approntato la Quantum Europe Strategy i cui obiettivi sono: 100 qubit logici entro il 2030, migliaia entro il 2035, e l’infrastruttura di comunicazione quantistica EuroQCI operativa in tutti i 27 Stati membri e i territori d’oltremare. Secondo la tabella di marcia pubblicata di recente dal Gruppo di Cooperazione NIS, tutti i Paesi dell’Ue sono obbligati ad avviare la transizione alla crittografia post-quantistica entro la fine del 2026, in modo da raggiungere il completamento delle infrastrutture critiche nel 2030.

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