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Tecnologie dual use, l’innovazione Ue si sposta sulla spesa militare



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Come risultato di una modifica al programma di lavoro Eic 2026, adottato dalla Commissione per attuare il pacchetto Mini-Omnibus Difesa, lo European Innovation Council avvia sei bandi per l’erogazione di fondi a organizzazioni che sviluppano soluzioni a duplice uso

Pubblicato il 19 giu 2026



Tecnologie dual use, l’innovazione Ue si sposta sulla spesa militare
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I venti di guerra travolgono anche i programmi di finanziamento per le attività di ricerca e sviluppo Ue. Come risultato di una modifica al programma di lavoro Eic 2026, adottata ieri dalla Commissione per attuare il pacchetto Mini-Omnibus Difesa, il Consiglio europeo per l’innovazione (European Innovation Council, Eic) erogherà infatti investimenti nelle tecnologie per la difesa e dual use, segnando un netto cambio di passo nella strategia dei 27. O meglio dei 28, visto che – attraverso un nuovo bando creato ad hoc – ai fondi potranno accedere anche imprese ucraine.

L’Eic, si legge in una nota, risponde all’urgente necessità di rafforzare la sicurezza e la sovranità tecnologica del continente, le cui lacune sarebbero state messe in evidenza, tra le altre cose, anche dal conflitto con la Russia. In particolare, per la Commissione di Bruxelles pesa la dipendenza dell’Europa da tecnologie extra-Ue, mentre la frammentazione degli investimenti continua a limitare la crescita di aziende innovative nel settore della difesa. Preso atto che nessun altro programma è in grado di generare investimenti diretti nel comparto, il nuovo bando contribuirà a diffondere le tecnologie strategiche e a rafforzare la base industriale europea della difesa.

I programmi di finanziamento ora supportano la spesa militare

D’ora in poi, dunque, l’Eic Accelerator e Step Scaleup sosterranno le startup e le pmi che sviluppano tecnologie dual use (ad esempio intelligenza artificiale, tecnologia quantistica, materiali avanzati, robotica sia per applicazioni civili che per la difesa). Le organizzazioni possono richiedere sovvenzioni fino a 2,5 milioni di euro e investimenti azionari fino a 30 milioni di euro, presentando domanda in conformità con le regole dell’Eic Accelerator e di Step Scaleup.

Contemporaneamente, viene lanciato un nuovo bando, l’Eic Step Defence Scale Up, da 100 milioni di euro. Le aziende degli Stati membri dell’Ue, dei Paesi dello Spazio economico europeo associati a Horizon Europe e, come accennato, dell’Ucraina possono ricevere fino a 30 milioni di euro in finanziamenti azionari diretti per accelerare l’espansione delle proprie capacità industriali, tra cui la difesa aerea e missilistica, i droni e i sistemi anti-drone, e altre tecnologie critiche per la difesa.

I sei programmi studiati per erogare i finanziamenti

Entrando più nel dettaglio, il programma di lavoro dell’Eic per il 2026 prevede sei principali programmi.

Il primo, Eic Pathfinder (262 milioni di euro), è dedicato a team di ricerca multidisciplinari che intraprendano ricerche visionarie con il potenziale di portare a scoperte tecnologiche (sovvenzioni fino a 4 milioni di euro).

C’è poi Eic Transition (100 milioni di euro), che punta trasformare i risultati della ricerca in opportunità di innovazione, sulla base dei risultati generati da Eic Pathfinder, European Research Council Proof of Concept, progetti collaborativi del Pilastro 2 di Horizon Europe (sfide sociali) e progetti di infrastrutture di ricerca (sovvenzioni fino a 2,5 milioni di euro).

Il programma Advanced Innovation Challenges (6 milioni di euro) mira invece a supportare l’innovazione tecnologica avanzata ad alto rischio e orientata alla domanda, con un potenziale trasformativo, soprattutto in aree in cui la ricerca è approfondita ma l’adozione commerciale è scarsa (somma forfettaria di 300mila euro).

Eic Accelerator (634 milioni di euro) è dedicato a startup e pmi per sviluppare e scalare innovazioni con il potenziale di creare nuovi mercati o di rivoluzionare quelli esistenti (sovvenzioni inferiori a 2,5 milioni di euro, investimenti da 0,5 a 10 milioni di euro).

La piattaforma Eic Strategic Technologies for Europe (Step) Scale Up (300 milioni di euro) fornirà ulteriori finanziamenti azionari a imprese promettenti (PMI, start-up, spin-off e piccole e medie imprese) che promuovono l’innovazione in settori critici, aiutandole ad assicurarsi round di co-investimento privati più consistenti, pari o superiori a 50 milioni di euro, per un’ulteriore espansione delle loro attività (investimenti da 10 a 30 milioni di euro). Il bando è aperto a duplice utilizzo dal 17 giugno 2026.

Il nuovo bando Eic Step Scale Up Defence (100 milioni di euro), infine, prevede fino a 30 milioni di euro di finanziamenti azionari diretti per accelerare l’espansione delle capacità industriali, tra cui difesa aerea e missilistica, droni e sistemi anti-drone, e altre tecnologie critiche per la difesa. Si tratta della prima volta che un programma di finanziamento dell’Ue investe direttamente in capitale di rischio in aziende del settore della difesa.

Una strategia che si consoliderà nel 2027

Secondo la Commissione, la difesa e il dual use sono settori sempre più importanti per le startup e le scaleup in Europa e si prevede che il sostegno all’innovazione nel settore della difesa e alle tecnologie critiche per la difesa continuerà nel 2027.

È d’altra parte la prima volta che un programma di finanziamento dell’Ue investe direttamente in capitale di rischio in aziende del settore della difesa. L’Eic co-investirà in round di finanziamento, in genere compresi tra 50 e 150 milioni di euro o più, con un importo totale previsto per round pari ad almeno tre o cinque volte l’investimento richiesto dall’Eic. È possibile presentare domanda dal 30 giugno al 28 ottobre 2026 e i risultati sono attesi all’inizio dell’anno prossimo.

“Il Consiglio europeo per l’innovazione è stato creato per assumersi dei rischi e dobbiamo assumerci dei rischi quando si tratta di sviluppare tecnologie europee che ci garantiscano la sicurezza”, commenta Ekaterina Zaharieva, commissaria europea per le startup, la ricerca e l’innovazione. “Dobbiamo investire anche in tecnologie critiche per garantire l’autonomia strategica dell’Europa, che si tratti di droni, difesa cibernetica o tecnologie quantistiche. Questo sosterrà la leadership tecnologica e l’innovazione dell’Europa nei decenni a venire”.

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