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Telemarketing, con la Robinson List l’Italia in regola con la Ue

“Il Commissario Reding non ha attaccato nel cuore la riforma italiana ma teme che non bastino i sei mesi per l’istituzione del Registro “, spiega il presidente dell’Istituto Italiano della Privacy. “Per non rischiare il governo acceleri”

29 Gen 2010

"La contestazione della Commissaria Reding non si riferisce al
cuore della riforma". Luca Bolognini, presidente
dell'Istituto Italiano per la Privacy interviene sulla messa in
mora dell'Italia da parte della Commissione europea
specificando i termini della questione. "L'Europa contesta
le norme transitorie che allungano i tempi introdotti dal vecchio
Milleproroghe del 2009: al contrario sull'opt-out con Robinson
list sarebbe difficile ravvisare margini per contestazioni formali,
visti il considerando 42 e i commi 3 degli artt. 12 e 13 della
direttiva 2002/58/CE".

Secondo Bolognini "il Governo dovrebbe approvare quanto prima
il Regolamento istitutivo del Registro, così da neutralizzare le
norme transitorie sgradite all'Ue e ai cittadini".

Da parte sua l'IIP annuncia che il 10 febbraio presenterà una
propria proposta di schema del regolamento d'istituzione del
registro delle opposizioni per il telemarketing (ex art. 130 comma
3-ter del Codice Privacy) " una bozza-proposta ideata
nell'intento di sensibilizzare il regolatore sui temi
importanti da affrontare in materia, nonche' di sollecitarlo
pubblicamente a provvedere nei termini di legge, ormai
stretti", puntualizza Bolognini.

"Il rischio come sempre accade quando si tratta di emanare
norme attuative o regolamentari  – pensiamo all'esempio
dell'Allegato C al Codice Privacy, ancora assente –  è che
passino i sei mesi senza nulla di fatto. Questo il rischio che
intravede il commissario Reding".

"Mi auguro che venga posto rimedio nei tempi più rapidi
possibili ai rilievi mossi al Governo italiano", sottolinea
l'onorevole Patrizia Toia, eurodeputato del gruppo
dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al
Parlamento europeo. "Accolgo favorevolmente la pronta azione
della Commissione per richiamare l’Italia alla necessità del
rispetto delle regole europee in materia di tutela dei dati
personali. I consumatori devono essere informati e sono loro a
dover fornire il loro consenso per il trattamento dei dati".