I DATI

Telemarketing, in 5 anni oltre 25mila segnalazioni al Garante Privacy

Dal 2011 a oggi sono state effettuate oltre 6mila contestazione per un valore totale di 7 milioni di euro. Il presidente dell’authority Antonello Soro: “Serve più attenzione sul consenso da parte dei cittadini e maggiore professionalità dei call center”

26 Ott 2016

An.F.

Circa 25mila segnalazioni e oltre 6mila contestazioni per un valore superiore ai 7 milioni di euro. Sono i numeri degli ultimi 5 anni relativi alle telefonate ‘moleste’ diffusi dal Garante della privacy e forniti da Antonello Soro, presidente dell’Autorità garante dei dati personali, ad un convegno sul Telemarketing presso la sala Zuccari di palazzo Giustiniani.

Soro ha citato, fra le denunce contenute nelle segnalazioni, il fatto di ricevere chiamate, sia sul telefono fisso che su quello mobile, moleste per frequenza e orari o effettuate malgrado l’esplicito diniego al consenso a riceverne. I consumatori denunciano anche la difficoltà ad iscriversi al registro delle opposizioni e pratiche scorrette per l’acquisizione del consenso. La premessa di Soro è che il telemarketing “fa crescere l’economia e l’occupazione” ma allo stesso tempo “può invadere la vita privata e quindi si tratta di conciliare questi due interessi”. Un nodo è rappresentato dal modo di acquisizione del consenso, perché “non dovrebbe spettare agli utenti l’onere di negarlo“.

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“Il fatto – ha sottolineato il Garante – è che sono cambiate negli ultimi anni le condizioni del settore, con la proliferazione del digitale e la nascita di un mercato di liste di contatti” ad uso di call center non sempre seri e professionali. Fra le criticità emerse, Soro ha citato la difficoltà della revoca del consenso da parte del consumatore; la possibilità di essere inseriti, oltretutto a pagamento, nel registro delle opposizioni ma solo se si è presenti negli elenchi telefonici; la grande autonomia lasciata dai committenti ai call center.

Il Garante ha aumentato nel corso dell’anno il proprio impegno nell’attività ispettiva, tanto che “sono stati rilevati comportamenti illeciti da parte di primarie società di telefonia”. In prospettiva, le sanzioni saranno più severe, fino a toccare il 4% del fatturato annuo. Resta il fatto che “l’utente deve usare lo strumento del consenso con maggiore attenzione”, ha avvertito Soro, anche perché negli ultimi cinque anni, viceversa, si è riscontrata “una minore attenzione da parte dei cittadini a questo enorme potere nell’esercizio del consenso”.