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Tesseramento online, il Pdl si spacca

Beatrice Lorenzin rilancia la proposta De Girolamo per l’utilizzo dei mezzi informatici anti-“ras delle tessere”. Contrario Donzelli (Giovane Italia): “Serve essere vicini alla gente”

06 Lug 2011

"Nella costruzione della nuova fase del partito, un partito di
massa come vuole essere il Pdl, e tanto più dopo la nomina del
Segretario politico, non si può non considerare il grande
cambiamento sociale avvenuto all'interno delle strutture di
partecipazione e comunicazione di massa". Lo ha detto oggi
Beatrice Lorenzin, parlamentare del Pdl, che si dice
"assolutamente favorevole" all'idea lanciata due
giorni fa dalla collega d'Aula, Nunzia De Girolamo, per
l'utilizzo degli strumenti informatici, per l'iscrizione e
la partecipazione attiva degli iscritti alla vita del partito.

"Oggi una intera generazione che va dai 15 ai 40 anni e più –
ha aggiunto la Lorenzin – comunica, si informa e costruisce
relazioni umane, commerciali e sociali, su internet e sui social
network. E' evidente che nel momento in cui si pensa a
utilizzare strumenti simili alle primarie anche per ampliare la
platea delle persone che partecipano alle scelte e alle decisioni
della vita politica del partito, non si può non considerare il
formidabile strumento di internet".

"Condivido la sollecitazione arrivata dall'onorevole De
Girolamo, un'idea giusta che va strutturata in un più ampio
procedimento che preveda l'utilizzo dell'informatica anche
come strumento di rilevamento della partecipazione e del
consenso".

"Non v'è alcun dubbio: grazie ad internet possiamo
immaginare una serie di strumenti dinamici per coinvolgere nella
politica una grande parte della società che oggi la ignora",
conclude l'esponente del Pdl.

De Girolamo, tesseramento online per rinnovare il
Pdl

Due giorni fa la parlamentare pidiellina e componente della
direzione nazionale del partito, Nunzia De Girolamo, ha lanciato il
sasso: "E' inutile continuare il dibattito sul costo della
tessera, è necessario trovare il sistema per evitare che i signori
delle tessere si impossessino del partito – ha detto De Girolamo –
Chi è avvezzo all'utilizzo dei sistemi da prima repubblica,
purtroppo, supererebbe facilmente anche il costo irrisorio
dell'iscrizione".

"Credo, dunque, che dovremmo rendere obbligatoria – è la sua
proposta – l'iscrizione al partito attraverso internet, con
pagamento online e con contestuale registrazione di tutti i dati
identificativi della persona. Questo renderebbe reale la
partecipazione e scevra dal controllo dei ras locali che con la
forza del denaro si ritroverebbero a prevalere sul merito e sul
talento. Siamo nel XXI secolo e i partiti sono credibili solo se
fanno del principio una testa un voto il pilastro del loro
funzionamento. Oggi questo non accade in nessun partito italiano e
nemmeno i democratici del Pd si sono aperti ad un meccanismo del
genere, che non consente il controllo del voto".

Secondo De Girolamo "questo principio darebbe più
credibilità anche ad una vera e propria legge sulle primarie, che
noi del Pdl dobbiamo perseguire, ispirata al modello americano che
prevede l'iscrizione online di ogni singolo cittadino che
decide di partecipare. Il nostro segretario nazionale può
raccogliere la sfida della modernità e della reale partecipazione
anche perché più di tutti – ha concluso – ha vissuto il
presidente Berlusconi, che ha fondato Fi per aprire la
partecipazione alla società civile e per svincolare i partiti
dalle vecchie logiche".

Contro alla proposta della De Girolamo si è schierato Giovanni
Donzelli, presidente della Giovane Italia, movimento giovanile del
Pdl: "Giusto tessere a basso costo per evitare che il denaro
conti più della partecipazione, ma il Partito deve essere
realmente e fisicamente vicino alla gente, non virtualmente".
E aggiunge: "Non ha senso prevedere iscrizioni solo via
internet. La partecipazione reale, fisica, quotidiana, sul
territorio e nelle sedi va incoraggiata. Va bene internet solo come
strumento aggiuntivo. Poiché a primarie e congressi poi la gente
deve fisicamente partecipare, nessuno si illuda di fare un partito
solo di bit perché non ha la forza di farlo vero. Ci si iscriva in
vari modi, anche via internet, ma per le votazioni interne nessun
voto virtuale, per delega o via rete. Deve contare chi c'è
davvero".