Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

TRIPWIRE. Difesa, innovazione a metà

Il ministero ha rinnovato il suo sito Web ufficiale, ma la cultura della carta stenta a scomparire. La prova? Il calendario dell’Esercito

31 Ott 2011

Il sito www.difesa.it , pagina ufficiale del ministero della
Difesa, ha recentemente cambiato aspetto, finalmente. La home page
s’è scrollata di dosso l’originale struttura mummificata su
due colori (bianco e grigio-azzurro) con immagini centrate sul
ministro, sulle cerimonie e sui discorsi ufficiali; niente di
meglio per scoraggiare il visitatore. La nuova edizione va meglio;
le pagine interne tuttavia risentono della vecchia configurazione,
come quella del portale dello Stato Maggiore della Difesa e quello
ancora più soporifero dell’Ufficio gabinetto. Molto belle invece
le pagine delle quattro forze armate, esercito, marina, aeronautica
e carabinieri, tutte ricche di colori, immagini e info che
stimolano la curiosità del visitatore.

La home page dell’Esercito è interessante, mentre esige uno
svecchiamento radicale la pagina della Rivista Militare. A
proposito di carta, il sito dell’Esercito presenta il calendario,
“Calendesercito 2012”, titolato “Esercito 2.0” per
richiamare le tecnologie in grigio verde.
Non sarebbe stato meglio arricchire il pur interessante portale
dell’Esercito piuttosto che sprecare carta? Domanda retorica. Il
calendario impazza in tutte le PA in uniforme – forze armate,
polizie, vigili del fuoco – per consentire ai ministri di
promuovere se stessi fingendo di promuovere un calendario di carta,
presentato su un vettore hi-tech: una contraddizione in termini che
sfugge a chi caldeggia tali progetti. I tempi di magra non
sostengono l’opportunità di queste iniziative su costosa carta
satinata, la più gran parte della quale finisce al macero, non
prima di ricordarci, proprio attraverso il calendario, che tutto
passa, persino i ministri che le caldeggiano.

I commenti sono chiusi.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link