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TRIPWIRE. Sicurezza stradale, ma quanto mi costi?

19 Lug 2010

«Sa indicarmi la direzione per …?” domanda finora usuale da
turisti e viandanti smarriti. Il Gps ridusse gli automobilisti
disorientati, accostati a chiedere lumi, scatenanti impazienti
fanfare bercianti alle terga. Negli ultimi anni le mappe sul Web e
sui cellulari, decimarono pure le turiste smarrite, con disappunto
degl’inclini a interessata sollecitudine. “È la tecnologia,
bellezza,!”, chioserebbe l’Ed Hutchinson dell’indimenticabile
Humphrey Bogart. Il Campidoglio promette semafori intelligenti
(aggettivo che eccita alla violenza, tanto è sperperato) che
moduleranno real time il traffico, rileveranno incidenti,
certificando responsabilità, aiutando a sanzionarle con rapidità
e senza truffe degli assicurati alle assicurazioni; nulla dissero
sulla truffa inversa.
Lo smartphone additerà il parcheggio più prossimo e le bizze del
traffico. In autunno il database capitolino avrà mappato i punti a
rischio, dove collocare i sensori, neanche a dirlo, intelligenti.
Le minicar truccate nel frattempo saranno fuori legge e lo
smisurato anaconda d’auto che oggi m’ha divorato sarà solo un
lontano ricordo? Tre mesi? Uhm…va bene, non sarà così presto…
ma è un altro passo avanti del Grande Fratello? Humphrey sempre
sornione: “È la tecnologia, bellezza” ma egli non pagò 600
euro d’assicurazione per 14 bolsi cavalli fiscali, sitibondi di
rincarante benzina.
Paga tecnologia, va’ più spedito col Gps, paga i semafori
intelligenti, ma le polizze Rc auto salgono come sequoie e la
benzina è come champagne. Humphrey si ravvede: “È la stampa,
bellezza: non è intelligente come i semafori e non difende i
consumatori”. Il tiggì dice che questo luglio sarà caldo. Ma
davvero !?!