LAVORO

Twitter snobba le donne e le minoranze

Il 70% della forza lavoro costituita da uomini e si balza al 90% quando in ballo ci sono i ruoli tecnologici. Nel mirino anche le etnie. Van Huysse: “Abbiamo ancora molto da fare per migliorare”. Ma il microblogging non è l’unico sotto “accusa”. Molto simili le percentuali di Google, ma il vice president Bock puntualizza: “Difficile reperire risorse con laurea adatta”

Pubblicato il 25 Lug 2014

Massimo Canorro

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“In questo campo abbiamo ancora tanto lavoro da fare”, è la ammissione di Janet Van Huysse, vice presidente, Diversity and Inclusion di Twitter, in merito ai risultati di un report stilato dalla stessa società californiana inerente la composizione della sua forza lavoro. Dallo studio, infatti, è emerso che Twitter è costituita prevalentemente da uomini: ben il 70% su 3mila dipendenti, una percentuale che tocca il 90% per quanto concerne i ruoli tecnologici. Lo stesso report ha puntato la lente di ingrandimento anche sull’etnia della forza lavoro: soltanto negli Stati Uniti il 59% è bianco, il 29% asiatico, il 3% ispanico o latino e il 2% nero o afroamericano.

Lo studio, che sta già suscitando un forte dibattito, fa seguito a quelli già resi noti da altre aziende (il divario si attenua soltanto con LinkedIn e Yahoo: 60% uomini, 50% dichiara di essere bianco). Come nel caso di Google, i cui dati fanno da specchio a quelli di Twitter: anche in questo caso, infatti, il 70% dei dipendenti è uomo e il 30% sono donne. Il 61% del totale è bianco, contro il 30% di discendenza asiatica, il 3% ispanico o latino e il 2% nero o afroamericano. Come riportato dal Wall Street Journal, la dichiarazione del vice presidente di Google, Laszlo Bock – “non siamo dove vorremmo essere in termini di diversità” – è particolarmente indicativa. Quindi Bock ha precisato che il colosso di Mountain View incontra serie difficoltà ad assumere donne e minoranze, poiché solo una risibile parte di questi ha conseguito una laurea in materie scientifiche.

Tanti uomini e poche quote rosa, dunque. Un filo conduttore che “guida”, almeno per il momento, anche Facebook, la cui tendenza aziendale è simile a quelle sopra citate: oltre la metà dei suoi dipendenti, a livello globale, è di sesso maschile (69%), e solo il 15% dei ruoli tecnologici è occupato da donne. E ancora, negli Stati Uniti appena il 2% dei dipendenti “senior” è nero, il 4% ispanico o latino, il 19% asiatico e il 74% è composto da bianchi (mentre a livello mondiale le posizioni tecnologiche sono ricoperte da uomini per l’85%, e negli Usa da bianchi per il 53% e da asiatici per il 41%). Anche in questo caso, la ammissione che c’è ancora molta strada da fare è arrivata puntuale. “La diversità è una componente imprescindibile per raggiungere i nostri obiettivi – ha scritto sul blog di Facebook la responsabile per la diversità Maxine Williams –, “ma i numeri mostrano che in questo senso abbiamo tanto lavoro da portare avanti”.

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