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GIG ECONOMY

Uber stringe sull’Ipo: in Borsa ad aprile

L’azienda a breve avvierà il roadshow per gli investitori. Si punta a una valutazione di 120 miliardi dollari ma per gli analisti il tetto massimo è 100

15 Mar 2019

Antonio Dini

Uber accende il motore e si prepara a scendere in pista. Secondo indiscrezioni raccolte da Reuters, l’unicorno americano sarebbe pronto alla quotazione in Borsa il prossimo aprile, subito dopo l’arci-rivale Lyft.

L’azienda, specializzata in trasporto di persone coordinato tramite app e che si sta allargando anche ad altri settori, sta infatti per adempiere i vari passaggi burocratici necessari ad avviare la procedura della preparazione per la quotazione in Borsa. Prima della offerta pubblica iniziale, infatti, Uber dovrà presentare una serie di documenti e passare alcune procedure di verifica delle condizioni tra le altre cose economiche e finanziarie propedeutiche alla quotazione in Borsa.
Il mese prossimo Uber pubblicherà uno degli atti richiesti da questo processo, cioè la sua disclosure nota come S-1, e avvierà il suo roadshow per gli investitori. Questi eventi metteranno in moto il processo che culmina con il debutto a Wall Street per una delle compagnie più interessanti alla Silicon Valley.

Il tempismo scelto da Uber per la sua Ipo significa che molto probabilmente arriverà sul mercato poco dopo che Lyft avrà completato la sua offerta pubblica, cosa che dovrebbe accadere entro la fine di marzo. La gara testa a testa anche per la quotazione è parte di una rivalità di lunga data tra le due società, entrambe in perdita, che si sono combattute a vicenda sin dall’inizio anche per gli autisti di auto e quelli di bicicletta e altri mezzi per le consegne.

L’attività di Uber è molto più ampia e diversificata rispetto a quella di Lyft, e la società si è mossa in modo relativamente rapido per diventare pubblica, dato che entrambe le aziende hanno depositato documenti confidenziali per un’Ipo contemporaneamente ai primi di dicembre. Uber è una società di logistica e trasporto globale ed è stata recentemente valutata 76 miliardi di dollari nel mercato privato. L’azienda sta cercando una valutazione attorno ai 120 miliardi di dollari, anche se alcuni analisti sostengono che il suo valore non supererà i 100 miliardi, sulla base a dati finanziari analizzati.
Lyft è una società più piccola che ha le corse in auto ma anche il noleggio di biciclette come attività negli Stati Uniti e in diverse città canadesi, sta cercando una di arrivare a una valutazione di almeno 20-25 miliardi di dollari, ben più alta rispetto alla sua valutazione di circa 15 miliardi come azienda non quotata.

Le due società sono posizionate per dare il via ad una serie di debutti in Borsa attesissimi da analisti e investitori: c’è una lunga lista di aziende tecnologiche che hanno accumulato un grande valore sul mercato privato che attendono di cavalcare un’onda positiva di quotazioni. Invece, il mercato delle Ipo in questo primo scorcio del 2019 sembra fin troppo tranquillo.
Le entrate di Uber lo scorso anno sono state di 11,3 miliardi di dollari, mentre il suo fatturato lordo proveniente direttamente dalla prenotazione di corse in auto è stato di 50 miliardi. Ma l’azienda ha comunque perso $ 3,3 miliardi di dollari, escludendo i guadagni dalla vendita delle sue unità di business in Russia e nel Sud-Est asiatico.
Le entrate di Lyft per l’anno scorso sono state di 2,2 miliardi di dollari, con 8,1 miliardi lordi derivanti dalle sole prenotazioni. L’azienda ha perso circa 911 milioni di dollari.

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