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BRUXELLES

Ue: Microelettronica, 100 mld di potenziali investimenti

La Commissione europea vara una campagna per mobilitare nuovi fondi per lo sviluppo di semiconduttori e chip. Sul piatto 5 miliardi attraverso un partenariato pubblico-privato. Neelie Kroes: “Circuiti integrati per computer, l’Europa non può permettersi di restare al palo”

23 Mag 2013

P.A.

La Commissione europea vara oggi una campagna per coordinare gli investimenti pubblici nel settore della micro e nanoelettronica (semiconduttori e circuiti integrati o chip). L’obiettivo è quello di espandere la base manifatturiera europea di punta. “L’ambiziosa visione della Commissione – si legge in una nota della Commissione – ha il sostegno dei ricercatori e dell’industria elettronica che, alla fine del 2012, ha chiarito come sia possibile effettuare un investimento complessivo di 100 miliardi di euro fra il 2013 e il 2020”.

La vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes sostiene che “altri stanno investendo in modo massiccio nei circuiti integrati per computer e l’Europa non può permettersi di restare al palo. Dobbiamo rafforzare e collegare i nostri punti forti e sviluppare nuove forze. Per garantire questa trasformazione è necessario coordinare rapidamente e con forza gli investimenti pubblici fra l’Ue, gli Stati membri e le regioni”.

“Voglio che la nostra produzione di chip raddoppi fino a rappresentare circa il 20% della produzione mondiale – aggiunge Kroes – Voglio che l’Europa produca più chip in Europa di quanti ne producano gli Stati Uniti sul loro territorio. Si tratta di un obiettivo realistico se si distribuiscono correttamente gli investimenti”.

I principali elementi della strategia industriale prevedono Investimenti in ricerca e s viluppo più cospicui e meglio coordinati per massimizzare l’impatto degli investimenti dell’Ue e degli Stati membri grazie a una collaborazione transfrontaliera più stretta (70% dell’investimento pubblico dallo Stato e 30% dall’Ue).

Rafforzare i tre poli europei di eccellenza dell’elettronica: Dresda, Eindhoven/ Lovanio e Grenoble, collegandoli con altri poli europei d’avanguardia come Cambridge (UK), Carinzia, Dublino e Milano.

La strategia sarà incentrata su tre direttrici complementari: abbassare il costo dei chip, renderli più veloci e più versatili.

Mobilizzare 10 miliardi di euro di fondi privati, pubblici e Ue, per un insieme di obiettivi comuni in termini di ricerca e sviluppo, compresi 5 miliardi di euro per mezzo di un partenariato pubblico-privato. Questo partenariato settennale interessa tutta la catena del valore e dell’innovazione nel settore dell’elettronica, compreso il finanziamento di progetti di ampia portata nell’ambito del programma di ricerca dell’Ue “Orizzonte 2020”.

Neelie Kroes ha aggiunto: “Con questa strategia l’industria europea sarà nelle condizioni di convertire le innovazioni ingegneristiche in tecnologie suscettibili di sfruttamento commerciale”.

Con una crescita media del 5% annuo dal 2000, oggi l’industria elettronica europea occupa direttamente 200mila persone e indirettamente un altro milione, mentre sussiste una domanda non soddisfatta di personale qualificato. Secondo la Commissione, negli ultimi 15 anni sono stati compiuti importanti sforzi per creare poli industriali e tecnologici in Europa. Dato l’ampio ventaglio di possibilità e le sfide affrontate dal settore, è ora urgente intensificare e coordinare tutte le pertinenti attività del settore pubblico in Europa. Tutti i settori economici in Europa sono destinati a trarre beneficio da questa strategia, poiché almeno il 10% del Pil dipende dai prodotti e dai servizi elettronici.