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Un software per la supply chain del settore moda

26 Mag 2009
In principio erano solo calze, come dice il nome stesso: era il
1987 e nasceva Calzedonia. In pochi anni il marchio si ritaglia
uno spazio considerevole sul mercato per l’ottimo rapporto
qualità/prezzo dei prodotti. Il desiderio di crescita porta
l’azienda ad espandere il proprio business ai costumi ed infine
all’intimo con i brand Intimissimi e Tezenis. Il percorso vede
anche cambiamenti strategici: da prodotti quasi interamente
commercializzati a prodotti di produzione propria, in
stabilimenti che attualmente sono in Italia, nell’Est Europa e
in Sri Lanka con complessivamente circa 13.700 dipendenti. Il
2008 è stato chiuso con 890 milioni di euro di fatturato,
segnando un +15% rispetto all’anno precedente. Nella sede
principale di Dossobuono di Villafranca (VR), sono concentrate la
Ricerca & Sviluppo, le funzioni direzionali, finanziarie,
amministrative, acquisti e programmazione della produzione.
 
All’alto volume produttivo corrisponde un elevato flusso di
attività legate agli acquisti. Gli impianti di produzione sono
infatti a ciclo continuo e necessitano di una puntuale ricezione
delle materie prime. “Gli ordini effettuati giornalmente sono
numerosi ed il nostro ufficio acquisti, all’aumentare del
business, si è trovato in ‘un collo di bottiglia’: le
energie erano impiegate quasi esclusivamente ad inserire le
risposte ricevute dai fornitori, in un primo tempo in un comune
foglio di excel poi nel sistema gestionale. Una sorta di lavoro
manuale che non consentiva di concentrarsi su ciò che per noi è
davvero importante: l’analisi dei dettagli e l’istituzione di
relazioni ‘intelligenti’ e collaborative con i fornitori”,
afferma Riccardo Romani, Direttore di produzione di Calzedonia
Spa.
Per compiere il salto di qualità occorreva una soluzione
software che trasmettesse in modo automatico al sistema
gestionale la situazione degli ordini. In tal modo anche
l’ufficio adibito alla programmazione della produzione avrebbe
potuto beneficiarne, usufruendo di un quadro sinottico sullo
stato delle materie prime già disponibili o in arrivo.
 
IUNGO, il software per la gestione della supply chain di Smarten
e distribuito per il settore moda da Datafashion e Softintime, si
presenta a chi si occupa degli acquisti come un portale in cui
sono presenti tutte le informazioni sugli ordini in real time. Un
aggiornamento che però non richiede nessuno sforzo aggiuntivo,
né dal personale interno né tanto meno da parte dei fornitori.
“L’approccio al nuovo strumento da parte dei nostri fornitori
è avvenuto con molta semplicità. Abbiamo mandato loro una
e-mail in cui venivano informati che da lì a poco avrebbero
ricevuto gli ordini nel formato di posta elettronica anziché via
fax. Il cambiamento era relativo solamente alla modalità
comunicativa, dunque nessuna invasività e imposizione”,
commenta Romani. La totalità dei fornitori ha accettato di buon
grado: le conferme o le modifiche d’ordine che effettuano via
e-mail vanno poi automaticamente nel portale IUNGO, integrato con
il sistema gestionale dell’azienda. “Il nostro parco
fornitori è molto variegato, si va da quello di grandi
dimensioni da 500 milioni di euro di fatturato annuo a piccole
tintorie locali. La duttilità e facilità di IUNGO hanno
permesso un’immediata implementazione”, dice Romani. In
prospettiva, c’è l’intenzione di connettere direttamente al
portale il principale fornitore per un’integrazione completa e
un ulteriore coinvolgimento e di estendere IUNGO ai fornitori
anche di prodotti finiti e non solo di materie prime.
 
Vantaggi
Grazie a IUNGO si è verificato uno snellimento dei processi
aziendali. In particolare, gli utenti dell’ufficio acquisti ora
possono dedicarsi ad attività a vero valore aggiunto, come
spuntare il miglior prezzo e le migliori condizioni, integrarsi e
coordinarsi, creare un clima di fiducia e di reciproco interesse
con i fornitori. Infatti, il portale permette, con l’utilizzo
molto intuitivo dei colori e degli spazi, di cogliere a colpo
d’occhio la situazione e di concentrarsi di conseguenza sulle
problematiche, sui ritardi. La data di consegna dei materiali è
ora un dato preciso. “Con la metodologia precedente le risposte
ricevute dai fornitori erano per lo più telefoniche,
talvolta vaghe: ‘consegnerò più o meno la prossima
settima’. Con il sistema attuale, le risposte arrivano per
iscritto e sono maggiormente dettagliate: dati i volumi che
gestiamo noi, è importante sapere anche le quantità”, afferma
Romani. Il fornitore si sente dunque più controllato ma anche
più responsabilizzato nel rispettare le tempistiche. Ciò si
riflette in una maggiore capacità di programmare la produzione.
“Adesso abbiamo la possibilità di comprendere la
disponibilità dei materiali proiettata in un tempo più lungo,
di un mese e mezzo, anche due, mentre prima riuscivamo a fare
previsioni al massimo nell’ordine di 15 giorni. La filiera ha
perciò la capacità di sostenere i ritmi talvolta serrati di un
settore come il nostro”, conclude Romani.