Unidata entra nella fase più ambiziosa del suo percorso industriale e consolida la strategia di crescita fuori dai confini nazionali. La partnership triennale firmata a gennaio 2026 con Serdal Holding, gruppo con sede ad Abu Dhabi, posiziona la società italiana in uno dei mercati più dinamici al mondo nel campo delle infrastrutture digitali.
La mossa arriva dopo un 2025 che ha ridisegnato il ruolo degli Emirati Arabi Uniti nella corsa globale all’intelligenza artificiale. Il Paese ha attratto nuovi investimenti, ha rafforzato i rapporti con Stati Uniti ed Europa e si è affermato come nodo essenziale per capacità di calcolo e data center iperscalabili. L’ingresso di Unidata si colloca quindi in uno scenario in piena evoluzione.
Indice degli argomenti
Un’intesa strategica per l’accesso al mercato emiratino
L’accordo con Serdal garantisce a Unidata un supporto diretto nello sviluppo del business locale. Serdal Holding, guidata da H.H. Sheikh Hamdan Bin Sultan Bin Hamdan Al Nahyan, dispone di una rete istituzionale consolidata e svolge un ruolo attivo nella promozione di iniziative industriali nel Paese. La collaborazione aiuta la società italiana a presentare le proprie soluzioni a utility e operatori emiratini, con interesse particolare per i servizi IoT.
Durante la missione istituzionale ad Abu Dhabi, il presidente e Ceo Renato Brunetti, insieme al Chief Financial and Legal Officer Roberto Giacometti e al direttore Innovation Patrizio Pisani, ha incontrato attori pubblici e privati del settore digitale. Il sostegno dell’Ambasciata italiana conferma l’attenzione verso un’area con forti legami economici con l’Italia. Brunetti ha sottolineato come il viaggio abbia evidenziato spazi concreti per lo sviluppo: “La missione ad Abu Dhabi ci ha confermato l’elevato potenziale del mercato degli Emirati Arabi Uniti e l’interesse verso le soluzioni tecnologiche sviluppate da Unidata. La partnership con Serdal Holding rappresenta un passo concreto nel nostro percorso di crescita internazionale e ci consente di operare in un ecosistema fortemente orientato all’innovazione digitale, agli investimenti infrastrutturali e allo sviluppo tecnologico. Si apre per Unidata una nuova fase di sviluppo, coerente con la nostra strategia di lungo periodo”.
Un mercato che nel 2025 ha accelerato sulla potenza di calcolo
Il 2025 segna la svolta nella trasformazione tecnologica del Paese. Già a giugno, un’analisi internazionale descriveva gli Emirati come uno degli hub emergenti nell’intelligenza artificiale. Abu Dhabi iniziava a ospitare progetti di data center di scala mai vista nella regione, sostenuti da partner statunitensi e basati su una filosofia di espansione progressiva: si parte con un gigawatt, poi si sale a cinque. L’obiettivo consiste nel fornire servizi a bassa latenza e capacità di calcolo adatta ai modelli di ultima generazione. Il Paese garantisce condizioni favorevoli, come disponibilità di energia e posizione strategica, oltre a un livello di preparazione nell’AI che si avvicina a quello della Cina.
Questi investimenti rispondono alla necessità globale di potenza computazionale. La crescita dei dataset per la ricerca, come il progetto Open Molecules 2025 lanciato da Meta, mostra un fabbisogno crescente di risorse. Simulare molecole su larga scala richiede milioni di ore Gpu in parallelo. L’aumento della domanda spinge molti Paesi a sviluppare nuove infrastrutture, e gli Emirati colgono l’occasione per rafforzare il proprio posizionamento.
Il rafforzamento dell’asse economico con Stati Uniti ed Europa
La svolta del 2025 non riguarda solo gli investimenti americani. L’autunno segna un’altra fase della crescita emiratina, grazie ai negoziati commerciali con Bruxelles per il partenariato economico globale. L’intesa in discussione include clausole dedicate a infrastrutture digitali e tecnologie dell’intelligenza artificiale. Gli Emirati intendono consolidare rapporti industriali con l’Europa, in particolare attraverso progetti dedicati alla capacità di calcolo.
Lo stesso periodo registra nuovi investimenti diretti verso Stati Uniti e Paesi Ue. Il progetto francese per un data center destinato alla ricerca nell’intelligenza artificiale attira fondi per 50 miliardi di dollari dagli Emirati. Questi movimenti segnalano la volontà del Golfo di diventare uno snodo critico per l’economia digitale globale. In questo contesto, la presenza di Unidata acquista valore, perché le relazioni industriali e istituzionali costruite negli ultimi mesi aprono spazi per la collaborazione.
Gli investimenti di fine 2025 e la crescente attenzione verso l’Italia
Il consolidamento dell’ecosistema emiratino nel 2025 include anche la decisione di Microsoft di investire 7,9 miliardi di dollari entro il 2029 in data center e cloud computing nel Paese. L’annuncio arriva a novembre, durante la conferenza Adipec, e rafforza la percezione degli Emirati come destinazione chiave per la potenza di calcolo. Le aziende globali guardano ad Abu Dhabi come luogo in cui sviluppare infrastrutture resilienti e scalabili.
Negli stessi mesi, cresce l’interesse emiratino verso l’Italia. L’ambasciatore italiano negli Emirati, Lorenzo Fanara, in un’intervista di fine ottobre, indica un programma di investimenti da 40 miliardi di dollari destinati al nostro Paese. Il diplomatico sottolinea che il flusso è già in corso e riflette la fiducia nei fondamentali dell’economia italiana. Secondo Fanara, i progetti più rilevanti riguardano data center e intelligenza artificiale, aree in cui l’Italia può occupare uno spazio industriale significativo.
Un nuovo equilibrio competitivo per telco e cloud provider
Il contesto del 2026 mostra un ecosistema globale in cui investimenti, ricerca e capacità di calcolo convergono nello stesso punto: supportare modelli di intelligenza artificiale sempre più complessi. Gli Emirati si propongono come attori centrali e cercano partnership tecnologiche in grado di rafforzare infrastrutture locali e internazionali. Digitalizzazione e calcolo avanzato diventano settori di cooperazione tra Paesi, oltre che tra aziende.
In questo scenario, Unidata acquisisce un posizionamento importante. La società può offrire competenze in fibra ottica, servizi cloud e soluzioni IoT e può inserirsi nei progetti di data center in corso nel Golfo. La capacità di lavorare con partner istituzionali e industriali rappresenta un fattore di vantaggio. La presenza di investitori emiratini in Italia crea inoltre nuove possibilità di collaborazione bilaterale, che potrebbero ampliare la filiera digitale nazionale.













