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Web-economy, nel Lazio crescono fatturato e occupazione

Secondo McKinsey ammontano a 33mila i nuovi posti di lavoro e i ricavi complessivi del comparto sono aumentati del 5,5%. Ma la difficoltà di accesso alla banda larga e la mancanza di servizi digitali nelle PA rappresentano due grossi ostacoli

16 Nov 2011

L'economia digitale del Lazio regge bene l'impatto della
crisi. A dirlo la ricerca "L'economia digitale:
un'opportunità per l'Italia e per il Lazio'',
elaborata da Mckinsey & Company, secondo cui il contributo netto di
posti di lavoro creati dal Web nella regione, nel 2009, è stato di
33mila unità: ben 1,9 posti di lavoro creati ogni posto perso, una
percentuale superiore a quella italiana (1,8).

Nel Lazio l'economia digitale è un comparto in espansione,
anche se attualmente con un peso minoritario nella percentuale
totale del Pil regionale (1,5% nel 2009 per un valore pari a 2,6
miliardi di  euro). In Italia il dato è pari all'1,7% del Pil
per un valore pari a 26 miliardi di euro.

Tra le criticità la ricerca evidenzia similitudini tra il Lazio e
il resto d'Italia per quanto riguarda l'insufficiente
accesso alla  banda larga – la scarsa qualità delle
infrastrutture non permette di far fronte alla domanda digitale
emergente – la poca  propensione all'e-commerce, oltre a una
limitata divulgazione dei  servizi online della pubblica
amministrazione. A questo proposito è utile sottolineare che
l'Italia nel 2010 è risultata al primo posto nella Ue a 27
quanto a  potenziale offerta di servizi digitali pubblici, ma il
loro utilizzo è ancora molto basso.

Le aziende laziali attive sul Web hanno avuto una crescita media
del fatturato del 5,5% (in Italia è del 9,8%) a fronte di una
contrazione del 4,1% (in Italia è dello 0,3%) di quelle che non
investono nelle nuove tecnologie. Le aziende del Lazio attive sul
Web presentano anche una quota delle esportazioni sul fatturato
più che doppia e circa il 50% in più di margine operativo
rispetto alle aziende poco attive sul Web.