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FINANZA

Bitcoin (ancora) in caduta libera. Warren Buffett “Farà una brutta fine”

La criptovaluta arriva a cedere il 14% dopo che la Corea del Sud ha annunciato il divieto di scambio. Anche la Cina verso la stretta. L’uomo d’affari : “Non investirò mai in valute digitali, sono una bolla”

11 Gen 2018

Warren Buffett esclude che investirà mai nelle criptovalute. Fondatore della conglomerata Berkshire Hathaway, l’investitore plurimiliardario che oggi vanta un patrimonio superiore agli 80 miliardi di dollari boccia dunque bitcoin e simili, al centro nell’ultimo anno di una corsa repentina al rialzo.

“Posso dire che quasi certamente le criptovalute faranno una brutta fine”, ha aggiunto, parlando all’emittente Cnbc. L’uomo d’affari invece, sembra essere piuttosto interessato aa comprare strumenti finanziari che consentano di puntare su un ribasso delle quotazioni, dopo la recente sbornia. “Mi piacerebbe comprare put (appunto opzioni al ribasso, ndr) di cinque anni sulle criptovalute”, ha dichiarato  prima di aggiungere, riferendosi alla sua società di investimento Berkshire Hathaway: “Non possediamo alcuna criptovaluta e non facciamo operazioni short (ossia corte, al ribasso ndr) su nessuna” di quelle in circolazione.

Commenti quelli dell’oracolo di Omaha, in linea con le dichiarazioni del suo storico partner in Bershire Hathaway Charlie Munger, che non prova alcuna attrazione per i bitcoin, bollandoli come una “bolla”. Gli investitori “al momento sono eccitati perché gli scambi sono al rialzo” ma “io non sono eccitato”, ha detto Munger.

Intanto il Bitcoin è in caduta libera: la criptovaluta più famosa è arrivata a cedere oltre il 14%, e perde ora 837 dollari a quota 13.656, dopo che la Corea del Sud ha annunciato una legge per proibire gli scambi di criptomonete sui mercati nazionali.

E anche la Cina verso una stretta sul Bitcoin. Pechino ha impartito indicazioni per chiudere l’industria del mining sulla scia dei timori dei consumi eccessivi di elettricità e di rischi finanziaria. Alle autorità locali del paese è stato chiesto di guidare la chiusura di tale industria: una mossa che segue la chiusura degli scambi di Bitcoin nel paese e il divieto di initial coin offering. I miner creano i Bitcoin risolvendo complicati calcoli necessari per validare le transazioni su nuovi Bitcoin.

Intanto anche la chat Telegram vuole creare una propria moneta virtuale, il Gram, e competere nel capo delle transazioni finanziarie: lo scrive il quotidiano russo Vedomosti citando il “White Paper” di Telegram sull’operazione e sulla cosiddetta Offerta iniziale di moneta (Initial coin offering, Ico) per attirare investitori. Secondo Vedomosti, le reti blockchain attuali, come quella di Bitcoin ed Ethereum, non possono fare concorrenza per le transazioni a Visa o MasterCard perché troppo lente. Telegram invece vuole creare una propria rete blockchain, che si chiamerà Telegram Open Network, e inserire nel programma di messaggistica un portafogli elettronico per i Gram con un’interfaccia molto più facilmente utilizzabile e comprensibile rispetto a quelle delle altre monete virtuali attuali.

Attualmente Telegram, fondata dal russo Pavel Durov, ha 150 milioni di utenti nel mondo e nel gennaio del 2022 punta a raggiungere un miliardo di utilizzatori.

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