Il gotha della finanza al G20: "Spingere il co-investimento nel digital & green" - CorCom

IL MEETING DI ROMA

Il gotha della finanza al G20: “Spingere il co-investimento nel digital & green”

Al summit del D20 Ltic, il Club internazionale degli investitori che cuba asset per 5.400 miliardi di dollari, approvato lo Statement 2021: idee e raccomandazioni per incrementare i progetti pubblico-privato, creare strumenti ad hoc e spingere la stabilità del quadro regolatorio

24 Set 2021

Veronica Balocco

Infrastrutture sostenibili, di qualità e digitali in una prospettiva di collaborazione tra soggetti pubblici e privati per accompagnare e rafforzare la ripresa economica mondiale post Covid-19, anche alla luce delle sfide ambientali: è questo il fronte su cui in futuro sarà necessario imporre un forte impulso in termini di investimenti. È questo il principale messaggio emerso dalla due giorni di lavori del D20 Long-term investors club (D20-Ltic), il club internazionale degli investitori di lungo periodo che si è riunito a Roma e che la presidenza italiana del G20 ha riconosciuto quale controparte cruciale sui temi degli investimenti di lungo periodo.

Public Il D20-Ltic, coordinato da Cdp, ha approvato il D20 Statement 2021, il principale documento con cui il club degli investitori di lungo termine contribuirà concretamente alle conclusioni della prossima riunione ministeriale G20 Finanze, sottoponendo una serie di idee e raccomandazioni volte a incrementare le possibilità di investimento e co-investimento in infrastrutture sostenibili da parte degli istituti nazionali di promozione (come Cdp e le sue omologhe), delle banche multilaterali (come Bei) e degli investitori privati. La conferenza ha poi permesso di riunire per la prima volta gli investitori di lungo termine (D20-Ltic), il settore privato (B20) e i Think tank (T20) per discutere di cooperazione pubblico-privata in ambito infrastrutturale, sottoscrivendo anche un joint statement che contiene una serie di raccomandazioni comuni per i governi del G20.

Le tre raccomandazioni

Tre le raccomandazioni principali adottate nei due statement e rivolte ai membri del G20 vi è la richiesta di migliorare le condizioni che favoriscono la mobilitazione e la sinergia tra risorse pubbliche e private, una pratica che aumenta i fondi disponibili e riduce il rischio percepito per gli investimenti privati. Chiesta poi la creazione di strumenti finanziari ad hoc, promuovere revisioni dei contratti di partneship-pubblico-privata (Ppp) esistenti e raggiungere un accordo su standard comuni di qualità e sostenibilità (Esg). Infine, i documenti auspicano una maggiore stabilità del quadro regolatorio, una certezza di pianificazione di lungo periodo e una generale complementarietà tra investimenti del settore pubblico e privato, strutturando una partnership che ottimizzi costi, qualità e ritorno per gli investitori.

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Gli investimenti, sia in nuove infrastrutture sia nel mantenimento di quelle già esistenti, in particolare nelle economie avanzate, svolgono un ruolo cruciale nel superare le sfide poste dai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze e dalla mancanza di inclusività. In questo contesto, la sostenibilità e la digitalizzazione saranno al centro dell’impegno congiunto per finanziare la progettazione, la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture.

Nel corso dei lavori dello Steering Committee sono stati formalizzati due nuovi ingressi nel D20-LTIC Club che grazie all’adesione di Korea Exim Bank e Korea Development Bank (Corea del Sud), passa da 21 a 23 membri.

Verso una transizione verde e sostenibile

“Durante il vertice del D20-Ltic, che riunisce le principali istituzioni finanziarie con mandato pubblico, abbiamo sottolineato la necessità di accelerare e aumentare gli investimenti, in particolare nelle infrastrutture e nel clima, per garantire una solida ripresa dall’emergenza COVID-19 e una transizione verde e sostenibile afferma  il presidente della Banca europea per gli investimenti e del D20 long-term investors, Werner Hoyer –. La crisi sanitaria ed economica provocata dalla pandemia ci ha mostrato che non raggiungeremo gli obiettivi climatici imposti con le tecnologie che abbiamo a disposizione ad oggi. Dobbiamo investire in innovazioni radicali, e dobbiamo rendere accessibili tecnologie pulite ai paesi in via di sviluppo. Non possiamo più aspettare. Dobbiamo essere coraggiosi, ambiziosi e agire ora. Raramente il coordinamento delle politiche globali è stato così importante. Lavorando insieme, in partnership come oggi al vertice D20-Ltic e in linea con la Presidenza Italiana del G20, possiamo fare la differenza”.

“Nato per confrontarsi sulle attività e sui modelli legislativi che potevano favorire gli investimenti di lungo periodo, il D20-Ltic è oggi un punto di riferimento economico e sociale di livello globale – aggiunge il presidente di Cassa depositi e prestiti Giovanni Gorno Tempini — Il Summit 2021 che Cdp ha l’onore di ospitare a Roma, in linea con la Presidenza italiana del G20 e insieme a partner di altissimo livello, è un’importante occasione di confronto internazionale anche su come il programma Next Generation EU si tradurrà in investimenti concreti. La collaborazione tra pubblico e privato, sostenuta dagli investitori istituzionali come Cdp, avrà un ruolo cruciale nel ridurre il divario globale tra gli investimenti infrastrutturali già allocati e quelli necessari per rispettare gli obiettivi di neutralità climatica e di sviluppo sostenibile. In quest’ottica, gli investitori di lungo termine, il settore privato e i think tank si sono uniti per sostenere le iniziative dei governi del G20 e per contribuire concretamente al miglioramento degli investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali”

Creato nel 2009 da Banca europea per gli investimenti (Bei), Cassa depositi e prestiti (Cdp), Caisse des dépôts et consignations (Cdc–Francia) e Kreditanstalt für wiederaufbau (KfW–Germania), il D20- Ltic riunisce oggi investitori istituzionali di lungo periodo da tutto il mondo che complessivamente contano attivi per oltre 5.400 miliardi di dollari (4.600 miliardi di euro), ossia quasi l’8% del pil dei Paesi del G20.

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