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I DATI

Il green tech spinge il lavoro, imprese a caccia di esperti. Ma mancano le skill

Secondo la rilevazione Anpal-Unioncamere 653mila imprese cercano competenze su tecnologie per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. Una sfida per il sistema scolastico e universitario che dovranno adeguare i percorsi formativi alle richieste del mercato

31 Ago 2018

F. Me

Imprese italiane a caccia di specalisti del green tech.  Come mostra il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, nel 2017 circa 653mila imprese hanno ricercato profili professionali con attitudine al risparmio energetico o alla sostenibilità ambientale. E questo sia in presenza che in assenza di investimenti già effettuati o programmati in tecnologie verdi.

Un’impresa su due fra quelle con dipendenti (il 49,9%) richiede, quindi, in modo preponderante al personale che intende assumere il possesso di competenze green. Ben il 76,8% dei contratti programmati (a tempo indeterminato o a tempo determinato, ma in ogni caso della durata superiore a un mese) era destinato a persone che potevano vantare green skill. La propensione a investire nelle competenze ambientali del capitale umano riguarda in maniera simile sia i comparti dell’industria che quelli dei servizi: è particolarmente elevata nei settori del turismo, nella chimica e farmaceutica, nei trasporti e logistica, nella sanità, nelle costruzioni e nell’istruzione. Le competenze green, in particolare, vengono richieste con diverse gradazioni (con importanza da 1=bassa a 4=alta) per 82,5% dei contratti per la professioni tecniche e per il 79,9% per gli operai specializzati.

Tra le professioni per le quali la richiesta di competenza di grado elevato (medio-alta) raggiunge percentuali importanti, si incontrano gli installatori di linee elettriche, riparatori e cavisti (competenza elevata richiesta per l’84,3% delle assunzioni), tecnici della produzione e preparazione alimentare (competenze green elevate richieste per il 71,4% dei contratti di assunzioni), tecnici meccanici (competenze elevate richieste per il 70,3%), manovali nel settore delle costruzioni e della manutenzione opere pubbliche (64,9%), gli idraulici e i posatori di tubazioni idrauliche e di gas (64%).

L’investimento delle imprese nelle competenze del personale va ad affiancarsi, completando il quadro, all’analisi della quota di imprese che dichiara di aver già investito o di volere sostenere nel corso del 2017 investimenti in prodotti e tecnologie green in grado di assicurare un maggior risparmio energetico e/o una maggiore sostenibilità ambientale (15,9%) e fornisce nuovi spunti per cogliere la trasformazione in atto del sistema economico in chiave di sostenibilità ambientale.

Una trasformazione che passa sempre di più attraverso una richiesta pervasiva di competenze verdi che interessa tendenzialmente anche professioni che in passato non avevano questo tipo di caratterizzazione. E di queste tendenze dovrà tener conto anche il sistema scolastico e universitario, aggiornando di conseguenza i programmi di formazione dei diversi indirizzi di studio, considerando che tali attitudini sono richieste a 80 laureati su 100 e a circa 3 su 4 diplomati o possessori di qualifica professionale.

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