Lavoro, in Italia l'Ict in controtendenza: +36,5% di assunzioni entro maggio - CorCom

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Lavoro, in Italia l’Ict in controtendenza: +36,5% di assunzioni entro maggio

È quanto stimano Unioncamere e Anpal. Si tratta dell’unico settore, insieme con le costruzioni, con curva in salita. Quasi 37mila i lavoratori ricercati dalle aziende

29 Mar 2021

Mi Fio

Ict e costruzioni sono gli unici due settori che iniziano a dare chiari segnali di ripresa superando il livello delle assunzioni rilevato a marzo 2020 e 2019. È quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

Sono 292mila i contratti di lavoro previsti dalle imprese per marzo 2021 e 923mila per il trimestre marzo-maggio: 59mila in più rispetto a marzo dello scorso anno ma ancora 88mila in meno rispetto a marzo del 2019, quando l’economia non era ancora stata investita dalla pandemia da Covid-19. Sensibile la riduzione della domanda di lavoro rispetto al 2019 soprattutto per i settori del terziario (-79mila) e in particolare per la filiera del turismo (-50mila entrate programmate). Curva in crescita invece per Ict e costruzioni. Ed è elevata la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento (32%), in particolare nella ricerca di profili per le aree aziendali Sistemi informativi (58,7%), Progettazione e R&S (48,3%) e Installazione e manutenzione (44,1%).

In dettaglio per quanto riguarda la voce servizi informatici e telecomunicazioni sono 12.560 le assunzioni a marzo e si salirà a 36.430 considerato il trimestre marzo-maggio sulla base delle stime di Unioncamere e Anpal. Il che si traduce in una crescita del 36,5% al confronto marzo 2020-marzo 2021 e del 18,8% prendendo in considerazione il biennio marzo 2019- marzo 2021.

“In uno scenario caratterizzato ancora dalle restrizioni per il Covid e dall’incertezza legata all’andamento della campagna vaccinale, i settori industriali prevedono oltre 110mila entrate (+39mila rispetto a marzo 2020) – si legge nel bollettino -. Maggiori opportunità di lavoro si registrano in quei comparti manifatturieri per i quali le imprese segnalano prospettive positive per la domanda estera, soprattutto da Cina, Stati Uniti e Germania: è il caso di metallurgia e prodotti in metallo (+6.800 le entrate programmate rispetto a marzo 2020), meccatronica (+4.800), moda (+3.000) e farmaceutica e biomedicale (+2.000)”.

Riguardo alla ripartizione geografica negativa la situazione in cui versano ancora le regioni del Mezzogiorno con una flessione delle entrate sia rispetto a marzo 2019 che a marzo 2020 (rispettivamente -28,2% e -1,7%), dovuta in parte alla crisi della filiera turistica che condiziona anche gli andamenti nelle regioni del Centro. Segnali di più rapida ripresa si osservano, invece, per tutte le regioni del Nord Ovest (in particolare per la Lombardia) seguite dalle regioni del Nord Est.

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