LE INIZIATIVE

Smart working, “super-kit” Open Fiber per i dipendenti. E già si guarda alla Fase3

Servizi di counseling e caring, supporto psicologico e “inspirational sessions”. Ma anche sedie ergonomiche, schermi per pc, microfoni e tutto l’occorrente per il lavoro da casa. E l’azienda accelera sul piano smart working 2020. Rebernik: “Processi digitalizzati e i nostri dipendenti hanno già le competenze”

15 Mag 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Sedie ergonomiche, schermi per pc, microfoni, cuffie e altri strumenti di lavoro invitati direttamente a casa dei dipendenti per migliorare e rendere più “confortevole” l’home-working figlio dell’emergenza Coronavirus. È questa l’ultima della lunga serie di iniziative che Open Fiber ha battezzato in nome del benessere della propria forza lavoro – quasi tutti i dipendenti sono operativi dalle loro abitazioni.

La nuova misura fa seguito ai risultati di una survey interna dalla quale sono stati raccolti percezioni e spunti di miglioramento sulla modalità di lavoro “domestica”. Dai risultati della survey – annuncia Open Fiber a CorCom – è emerso che l’82% dei dipendenti si dichiara complessivamente molto soddisfatto soprattutto per gli impatti positivi sulla performance. E il 67% del totale dei partecipanti ha dichiarato anche un miglioramento della qualità del lavoro svolto. Ma l’indagine è stata un’occasione per migliorare ulteriormente alcuni aspetti pratici dell’esperienza lavorativa domestica. Di qui l’idea di spedire ai dipendenti le strumentazioni più adeguate.

L’iniziativa si aggiunge a quelle già messe in campo a partire dalla fase di lockdown: l’azienda ha sin da subito aggiornato alle nuove prescrizioni governative le misure in tema di salute e sicurezza sul lavoro sia verso i propri lavoratori – attraverso l’invio a tutti i field manager di un kit composto da mascherine, guanti e gel igienizzante – sia verso le imprese che operano nei cantieri e sono impegnate nelle operazioni di allaccio delle linee nelle abitazioni dei clienti. Ed oltre alle coperture già attive, a tutto il personale dipendente è stata attivata un’assicurazione specifica per il rischio di contagio da Covid-19.

Numerose le iniziative anche sul fronte “caring”: è stata intensificata l’attività di colloqui interni a distanza nonché “convertita” all’online l’attività di formazione. A supporto dei dipendenti un servizio di counseling psicologico, attivo 24 ore su24, 7 giorni su 7 – accompagnato da webinar motivazionali e di mindfulness che hanno visto come protagonisti campioni del calibro di Bebe Vio e Mike Maric – nonché un “vademecum” per conciliare lavoro e vita privata. In campo anche una piattaforma virtuale per l’attività fisica. È stata inoltre organizzata una serie di “inspirational sessions”, progetto di storytelling volto a conoscere e approfondire i fenomeni imprenditoriali delle dot-com attraverso eventi di “Business Entertainment” per raccontare storie, vision e modelli di business che hanno portato le startup a diventare player di riferimento del web.

Dal presente al futuro il passo è breve e l’azienda sta già lavorando, attraverso la creazione di specifici focus group, a definire le regole dello smart working della fase post-emergenza Covid19. “Per Open Fiber, che è un’azienda giovane, il 2020 doveva proprio essere l’anno in cui implementare gradualmente lo smart working: la situazione d’emergenza ha portato a un’accelerazione del progetto, in termini prima impensabili. È stato possibile arrivare al 100% di dipendenti in lavoro agile in meno di due settimane perché, proprio in previsione della sperimentazione, i dipendenti già disponevano di competenze e strumenti adatti ed i processi aziendali erano in larga parte digitalizzati”, spiega a CorCom Ivan Rebernik, Direttore Personale ed Organizzazione di Open Fiber annunciando che lo smart working sarà sicuramente una parte integrante dell’organizzazione del lavoro di Open Fiber nella fase 2 e, in prospettiva, in una fase 3, quando le condizioni sanitarie permetteranno di tornare gradualmente alla “normalità”.

Il “piano” smart working fa il paio con il reclutamento di nuove risorse, che in questo periodo è stato gestito  interamente in modalità digitale. Dall’inizio dell’emergenza ad oggi – dice l’azienda a CorCom – sono state assunte 66 persone con l’obiettivo di rafforzare la squadra per spingere la realizzazione dei progetti e dei cantieri ultrabrodband. “La diffusione capillare della rete a banda ultralarga – sottolinea Rebernik-  è il primo passo per la creazione di una società inclusiva capace di raggiungere tutti. L’emergenza nata a seguito del Coronavirus ha reso ancor più evidente che si tratta di un processo irreversibile. Grazie alle reti interamente in fibra ottica, come quella di Open Fiber, la Gigabit Society che l’Unione Europea ha delineato per il 2025 oggi è più vicina, e potrà darci una grossa spinta nell’uscita dalla crisi. Da questa esperienza ci porteremo dietro un grande bisogno di connessione. Dare una risposta concreta a questa necessità sarà la nostra opportunità e responsabilità”.

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