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Abbonamenti Dahlia, non tutto è perduto?

Il ministro Romani: possibili soluzioni per gli utenti abbonati alla pay tv in liquidazione. Ancora incertezza per i dipendenti

25 Gen 2011

"Ieri ho visto Beretta (Legacalcio, ndr) che mi ha sottoposto
alcune possibili soluzioni, non voglio entrare nel merito ma sono
ben felice che ci siano anche perché gli abbonati hanno pagato e
vanno salvaguardati". Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo
economico, Paolo Romani, in merito al problema dei contratti per
gli abbonamenti delle partite di calcio sottoscritti da Dahlia Tv,
la società messa in liquidazione. Nel caso di una redistribuzione
dei diritti sul calcio attualmente in capo a Dahlia Tv,
"preferiremmo che non si rafforzassero posizioni già
abbastanza forti", ha affermato il presidente
dell'Antitrust, Antonio Catricalà, dicendosi preoccupato per
la situazione.

Non è ancora chiaro il destino per i dipendenti della pay tv il
cui ad è Fabrizio Grassi (ex Telecom Italia Media, Seat, Apcom,
Gruppo l'Espresso), messa in liquidazione dopo che i soci
svedesi di Air Plus (rappresentata in Italia da Paolo Dal Pino, ex
Infostrada, Telecom, Wind e fondatore di Heliconia, fondo di
investimenti per le Tlc) hanno deciso di staccare la spina a
seguito di perdite, nel 2009, quantificabili in 21 milioni di
euro.

Non sono ancora chiari i motivi della debacle della pay tv
specializzata in porno e calcio, crollata nonostante le centinaia
di abbonamenti dichiarati e le iniezioni di capitale da parte degli
azionisti (la famiglia Wallenberg di Airplus e fondi
stranieri).

Secondo la ricostruzione di un puntuale articolo sulla Stampa,
Dahlia ha patito la guerra dei prezzi scoppiata tra Sky e Mediaset
unita ai costi "sproporzionati" sopportati per
l’affitto della banda di trasmissione (fornita da Telecom Italia
Media, azionista di Dahlia per il 10% circa). Oltre al sistema di
assegnazione dei diritti della serie A, che – con la perdita
delle tre squadre per lei più importanti, ossia Fiorentina,
Palermo e Bologna – ha portato la società a perdere in un lampo
il 50% della base clienti. Mediaset ha respinto al mittente le
accuse di aver contribuito ad affossare la concorrente. A cui però
in passato (come del resto Cairo), una volta sollecitata, si
mostrò interessata, approfondendone l’esame dei conti tanto
dall'essere stata molto vicina alla sigla di un accordo
commerciale, poi saltato.
Programmazione troppo "hot" per la platea di Mediaset?

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