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Acta, l’affondo di Stallman: “Lede i diritti civili”

Il guru del sofware libero si scaglia contro il trattato internazionale anti-contraffazione. “L’accordo minaccia di tagliare la linea Internet a chi usa il file sharing”

17 Giu 2010

Richard Stallman si scaglia con l’Acta. Il presidente della Free
Software Foundation (Fsf) afferma che il trattato internazionale
contro la contraffazione oltre a punire ingiustamente chi è
sospettato di utilizzare il file-sharing, "potrebbe bloccare i
software anti-digital rights management”.

Secondo Stallman l’Acta “minaccia, in maniera mascherata, di
punire utenti di Internet con la disconnessione nel caso in cui
condividano file – andando ad intaccare le libertà civili – e
impone ai Paesi di vietare i software che aggirano i Digital
Restrictions Management (Drm)”.

La versione provvisoria dell’intesa è stata pubblicata nel mese
di aprile, sollevando le critiche di moti attivisti della Rete che
denunciavano il fatto che i negoziati erano stati fatti a porte
chiuse, in gran segreto. I Paesi aderenti, tra cui Usa e Unione
europea, avevano invece sottolineato che il trattato non avrebbe
limitato la libertà degli utenti del Web ma che avrebbe
contribuito a combattere la criminalità informatica.
"L'Acta vuole affrontare il problema delle criminalità
informatica – avevano detto le organizzazioni dei diritti civili lo
scorso aprile – ma questo non si fa limitando le libertà civili
oppure molestando i consumatori”.

"Ora che alcuni dettagli dell’Acta sono stati resi pubblici
– puntualizza John Sullivam Operations manager di Fsf –
possiamo dire che le preoccupazioni che Fsf aveva rilevato avevano
un fondamento. Chiediamo alla comunità del software libero di
unirsi a noi per combattere questo attacco alla libertà dei
cittadini”. Sullivan chiede agli utenti di firmare una petizione
contro l’Acta. “E’ tempo di mostrare che l’accordo minaccia
nel profondo la libertà delle persone”, precisa ancora
l’attivista.

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