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Aiuti di Stato, più controlli per i media digitali e online

Valutazione preventiva dei nuovi servizi lanciati dalle reti che fanno servizio pubblico, chiarimenti sull’inclusione di servizi a pagamento e un controllo più efficace e una maggiore flessibilità finanziaria per le reti che fanno servizio pubblico

02 Lug 2009

"Le emittenti di servizio pubblico potranno beneficiare dello
sviluppo della tecnologia digitale e dei servizi basati su Internet
per offrire servizi di alta qualità su tutte le piattaforme, senza
falsare indebitamente la concorrenza a detrimento degli altri
operatori mediatici". A dirlo Neelie Kroes, membro della
Commissione responsabile della concorrenza di Bruxelles presentando
la nuova comunicazione adottata oggi dalla Commissione Europea in
merito alle norme sui finanziamenti statali delle emittenti del
servizio pubblico.
La comunicazione, che si sostituisce a quella sulla radiodiffusione
del 2001, infatti, punta a rendere in generale più stringenti gli
obblighi di trasparenza nell’uso dei fondi pubblici e a
responsabilizzare maggiormente i controlli nazionali sul
finanziamento del servizio pubblico audiovisivo ed in particolare
sulla valutazione trasparente dell'incidenza globale dei nuovi
media legati al digitale ed a internet, finanziati da fondi
pubblici.

Le principali modifiche apportate riguardano: la valutazione
preventiva dei nuovi servizi lanciati dalle reti che fanno servizio
pubblico; dei chiarimenti sull'inclusione di servizi a
pagamento; un controllo più efficace al fine di evitare compensi
eccessivi ma anche il compimento della missione di servizio
pubblico a livello nazionale; infine una maggiore flessibilità
finanziaria per le reti che fanno servizio pubblico. I cittadini
europei come le parti interessate, avranno la possibilità di
esprimersi nel quadro di consultazioni pubbliche prima
dell'immissione sul mercato di nuovi servizi e potranno quindi
trarre vantaggio da un uso più responsabile, più trasparente e
più proporzionato dei fondi pubblici assegnati al settore.
Parlando di dati, nella relazione della Commissione si legge che
alle reti del servizio pubblico vanno ogni anno in Europa 22
miliardi di euro collocandosi al terzo posto tra i settori più
sovvenzionati dagli aiuti di stato, dopo l'agricoltura ed i
trasporti.

Alla loro funzione è dedicato un protocollo annesso al Trattato di
Amsterdam nel quale si riconosce il loro compito legato ad esigenze
democratiche, sociali e culturali, il loro diritto a ricevere aiuti
pubblici, come contropartita di una missione ben definita. Il tutto
senza infrangere le regole di concorrenza. Le due comunicazioni
nascono proprio dalla necessità di chiarire l'interpretazione
di questo protocollo. Di un "giusto equilibrio tra interessi
dei media pubblici e privati per assicurare una concorrenza
sana" parla Neelie Kroes, mentre Viviane Reding, ex
giornalista, e Commissaria responsabile dei Media oltre che delle
telecomunicazioni, ricorda come "la garanzia di un quadro
dinamico per i media online sia uno degli obiettivi principali
della Commissione Europea, che con questa comunicazione lo attua in
maniera chiara ed efficace,con una vigilanza particolare sul fatto
che l'offerta di servizio pubblico online non falsi la
concorrenza a scapito dei servizi online della stampa
scritta".