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Aol punta sui media e si prende TechCrunch

L’acquisizione, da 30 milioni di dollari, rafforza la presenza della Internet company nel business dell’informazione tecnologica. Garantita l’indipendenza editoriale e la sede a San Francisco

29 Set 2010

Colpo grosso di Aol nel settore dei contenuti: la Internet company
che cerca da tempo di rilanciare il suo business ha comprato il
popolare blog tecnologico TechCrunch pagando, secondo alcune
indiscrezioni, 30 milioni di dollari (il prezzo dell'operazione
non è stato infatti comunicato ufficialmente). TechCrunch, fondato
nel 2005 dal blogger Michael Arrington, è noto per
l’informazione innovativa, spesso costellata di anteprime e
scoop. D’ora in poi farà parte del network di siti di Aol, ma
manterrà la propria independenza editoriale e il suo quartier
generale a San Francisco.

Annunciando l’accordo nel corso di una conferenza organizzata da
TechCrunch a San Francisco, Tim Armstrong, ex advertising chief di
Google che oggi guida Aol, ha dichiarato che, insieme al sito di
hitech Engadget e ad altre proprietà che Aol già possiede nel
settore dei contenuti, TechCrunch darà un forte impulso alla
presenza della compagnia nell’informazione tecnologica. Al tempo
stesso la Internet company permetterà a TechCrunch di ampliare
ulteriormente il suo pubblico di visitatori.

“Il contenuto è re”, aveva detto di recente il Ceo di Aol a
una conferenza di Goldman Sachs a New York. “Continueremo a
rafforzarci con nuovi brand”. E infatti Aol ha acquisito, oltre a
TechCrunch, altre due aziende: 5min Media (una library con 200mila
video, che andrà ad integrarsi con StudioNow, piattaforma online
per creare e distribuire contenuti video) e Thing Labs.

Negli Usa ad agosto TechCrunch ha registrato 3,8 milioni di
visitatori unici, alle spalle di Engadget (che appartiene ad Aol),
con 7,5 milioni di visitatori, e di Gizmodo, sito di Gawker Media,
con 6,5 milioni. Ora dunque due dei tre blog più visitati
d’America sono di Aol. La company ha invece di recente venduto le
proprietà che riteneva non strategiche: il social network Bebo e
il servizio di instant messaging Icq.

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