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Barricate di Free anti-Hadopi: “Legge incompleta”

L’Isp francese aderisce a metà alla disposizione anti-download illegale: invierà il “cartellino giallo” agli utenti pirata per posta tradizionale e non via e-mail. Anche Sfr sul piede di guerra. Intanto Sarkozy difende il provvedimento: “Il furto online di opere di ingegno distrugge la creatività”

05 Ott 2010

In Francia è ormai guerra aperta contro la legge Hadopi. Mentre in
Rete gli utenti si attrezzano, scambiandosi consigli online su come
non farsi "beccare" a scaricare contenuti illegalmente,
anche qualche Isp inizia ad alzare le barricate. L’Internet
service provider Free ha fatto sapere che non invierà nessuna
e-mail di avvertimento ai “pirati” in attesa della convenzione,
richiesta dal governo Sarkozy l’estate scorsa, tra la commissione
Hadopi e il ministero della cultura sulla trasmissione e il
trattamento dei dati personali degli utenti.

"Non abbiamo ancora avuto una risposta concreta su questo
passaggio – ha fatto sapere il Ceo di Free Xavier Niel in una nota
–. Gli altri operatori hanno deciso di collaborare, inviando le
prime e-mail di avvertimento, noi ci accontentiamo di rispettare la
legge che, ad oggi, ancora non può dirsi completa”. In altre
parole Free non invierà per posta elettronica gli avvertimenti ma
tramite posta tradizionale, dato che la legge non impone in alcun
modo le modalità di trasmissione.

Gli Isp hanno l'obbligo di identificare gli abbonati e di
inviare i nominativi alla Commissione Hadopi, pena una multa pari a
1.500 euro per ogni indirizzo non identificato. Secondo quanto
riporta FranceInfo, anche Sfr sarebbe pronta a seguire
l'esempio di Free, che ha peraltro accesso i riflettori sul
tema dei rimborsi spettanti agli Isp per l'identificazione
degli indirizzi Ip.

Intanto il presidente Nicolas Sarkozy scende in campo per difendere
Hadopi.  ''Se lasciamo che il saccheggio e il pirataggio
si sviluppino non ci saranno più cinema e dischi, non ci saranno
più libri, non ci sarà più creazione'', ha detto Sarkozy
nel corso di un discorso improvvisato davanti ad alunni e
insegnanti del liceo Jean-Baptiste Corot di Savigny. ''Se
autorizziamo il furto, distruggiamo il processo di creazione – ha
ribadito -. Non lascerò distruggere i libri, i dischi, il cinema:
sono troppo importanti per il nostro Paese''.