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Basta opere d’arte “orfane”. La Ue lancia il progetto Arrow

Prima dell’estate via all’iniziativa coordinata dall’Associazione Italiana Editori. Obiettivo: realizzare un portale per raccogliere e rendere fruibili via Web film e foto di cui non si conoscono i titolari del copyright. Kroes: “Avviciniamo la cultura al pubblico”

10 Mar 2011

Aumentare il numero delle opere d’arte disponibili online. È uno
degli obiettivi primari della Commissione europea, come ha
ricordato oggi a Bruxelles, il commissario all’Agenda Digitale,
Neelie Kroes, in occasione di una conferenza sulla proprietà
intellettuale.
“L'Unione europea – ha spiegato la Kroes – può dare un forte
impulso alla messa online del ricco patrimonio culturale. Oggi dal
20% dei film fino al 90% delle fotografie, nonché un massiccio
numero di altri tipi di opere, non sono consultabili sul web
perché 'orfane', di un titolare dei diritti; proprio
questo materiale, se diffuso online potrebbe diventare centro di
una azione legale”.

Una situazione, secondo il commissario, che contribuisce a
“mantenere questo patrimonio lontano dal pubblico”. Per fare
fronte alla confusione che regna tra le opere orfane Bruxelles
lancerà prima dell’estare il progetto “Arrow” che porterà
alla realizzazione di un portale ufficiale per il recupero e la
raccolta delle informazioni essenziali sui diritti prima della
digitalizzazione e pubblicazione di foto, film & co.

Ad Arrow lavorano editori, biblioteche autori e società di
gestione dei diritti di tutta Europa per costruire una
infrastruttura distribuita che faciliti lo scambio di informazione
sui diritti delle opere. Il progetto è coordinato
dall'Associazione Italiana Editori (Aie) e vede la
partecipazione della Federazione degli editori europei (Fee-Fep),
dell'International Federation of Reproduction Rights
Organisation, di otto biblioteche nazionali (tra cui quelle di
Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna e Germania) e di un
nutrito gruppo di associazioni nazionali di editori e società di
gestione collettiva dei diritti. Arrow inoltre ha l'appoggio
della European Digital Library Foundation (Europeana) e
dell'European Writers Congress.

“Senza questo sistema europeo condiviso ed efficiente per la
gestione dei diritti – ha sottolineato la Kroes – in particolare
sulle opere orfane e fuori la digitalizzazione dei patrimoni
bibliotecari sarebbe sicuramente più difficile e un enorme
patrimonio culturale rimarrebbe sepolto tra le pareti fisiche delle
biblioteche”.