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Dividendo digitale interno

Beauty contest a rischio di stop

Con le dimissioni del premier del Consiglio Silvio Berlusconi la gara per l’assegnazione gratuita delle frequenze tv potrebbe saltare o essere ridefinita. Con gravi conseguenze soprattutto per Mediaset

11 Nov 2011

Le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
potrebbero impattare sul beauty contest, l'assegnazione delle
sei frequenze televisive in digitale terrestre. Lo scrive Andrea
Montanari su Milano Finanza precisando che, secondo indiscrezioni
raccolte, con l'uscita di scena dell'esecutivo, prevista
con ogni probabilità per domenica prossima, la procedura di
assegnazione potrebbe essere rimandata o ridefinita. In ogni caso
sulla gara, preparata da mesi dal ministro per lo Sviluppo
economico Paolo Romani, potrebbe ora pesare un'incognita: anche
perché non rappresenta un'urgenza in questa fase di
transizione.

Il rinvio o la modifica del beauty contest avrebbe conseguenze
gravi, oltre che per i broadcaster che hanno chiesto di partecipare
alla gara, soprattutto per Mediaser  che da anni sta lavorando
allo sviluppo dell'offerta a pagamento. La pay tv  digitale
che conta 2 milioni di abbonati sta crescendo in termini di canali
in bouquet e proposte editoriali: proprio per qeusto la tv ha
necessità di frequenbze, quindi di multiplex, anche perch il
futuro del digitale è rappresentato dall'alta definizione e
dal 3D: soluzioni tecnologiche che richiedono una banda molto più
ampia di quella attualmente a disposizione.

Tuttavia l'ipotesi di Milano Finanza viene smentita
dall'agenzia di stampa AdnKronos: con la formazione di un
nuovo Governo, scrive l'agenzia, non cambia l'iter indicato
per il beauty contest delle frequenze digitali tv, il cui risultato
e' atteso per la prima decade di dicembre, al massimo per il 15
del prossimo mese. In sostanza e' da escludere che, con un
esecutivo diverso da quello guidato da Silvio Berlusconi, possa
essere cambiato 'in corsa' il meccanismo di assegnazione
dei multiplex del digitale terrestre che era stato al centro di
polemiche per il fatto di non prevedere alcun esborso da parte
degli operatori nonostante l'aggravarsi della crisi economica:
secondo quanto si apprende, infatti, seppure non impossibile,
l'ipotesi di seguire una strada alternativa a quella del beauty
contest a questo punto e' difficilmente percorribile.