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Brand taroccati su AdWords, Google apre la caccia

Strategia in tre mosse per venire incontro alle richieste delle aziende i cui marchi vengono contraffatti: risposta alle denunce entro 24 ore, Help center dedicato, stretta collaborazione con i legittimi proprietari. Nella seconda metà del 2010 chiusi 50mila account ingannevoli

16 Mar 2011

Google si schiera a fianco dei legittimi proprietari dei marchi
contro la vendita di beni contraffatti che può nascondersi dietro
la pubblicità di AdWords. Il colosso di Mountain View ha fatto
sapere che inasprirà le sue regole sull’advertising dei beni
contraffatti, in particolare con tre misure volte a prevenire
l’utilizzo dei suoi servizi da parte di chi copia i brand.

Tanto per cominciare Google ha assicurato che risponderà più
velocemente – entro 24 ore – alle denunce dei legittimi titolari su
eventuali abusi riscontrati all’interno di AdWords. La web
company avvierà anche una collaborazione più stretta con i
proprietari dei brand per identificare gli inserzionisti che usano
il servizio AdSense per inserire delle Google ads su siti che
offrono la vendita (o contengono link verso la vendita) di merci
contraffatte. Infine, Big G ha creato una nuova pagina di
assistenza (Help center) per la segnalazione dei falsi prodotti di
marca. 
 


Google, come le sue rivali Yahoo e Microsoft, ricava gran parte del
proprio giro d’affari dal business della ricerca su Internet e in
particolare dalla tecnologia che permette agli inserzionisti di
collegare le proprie pubblicità a delle parole chiave. Ma
l'azienda, e il suo servizio AdWords, sono finiti nel mirino
dei proprietari dei marchi in diversi paesi, tra cui Francia, Regno
Unito, Austria, Paesi Bassi e Germania, perché può accadere che
gli annunci venduti da Google nascondano la vendita di beni
contraffatti.

Louis Vuitton ha addirittura fatto causa a Google, ma il giudice
della Corte europea ha ritenuto che l’azienda non è responsabile
di violazione del marchio in quanto si limita a “ospitare” gli
annunci sul suo network. Gli inserzionisti possono tuttavia
chiedere a Google di rimuovere un annuncio da parte terzi se
ritengono che confonda gli utenti circa l'origine del prodotto
o servizio pubblicizzato.

Google ha infatti già chiuso circa 50.000 account AdWords che
tentavano di pubblicizzare merci contraffatte. "Ma non esiste
una soluzione definitiva. Piuttosto si tratta di una caccia
continua, in cui siamo costantemente impegnati a migliorare i
nostri sistemi per tenere fuori i cattivi", ha affermato
Antoine Aubert, il capo della policy team di Google a Bruxelles.