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Brin: “Obama intervenga contro la censura”

Il fondatore di Google chiede alla Casa Bianca un’azione concreta: “Esportiamo servizi e informazioni, se Pechino ce lo vieta la questione diventa di natura commerciale”

25 Mar 2010

Il governo Usa prenda una posizione netta sulla questione della
censura Internet in Cina. A chiederlo Sergey Brin, uno dei
fondatori di Google, in un'intervista al Guardian. "Obama
deve intervenire perchè la censura sul Web è strettamente
connessa alla libertà commerciale – ha precisato -. Noi esportiamo
servizi e informazioni. E se la Cina ci impedisce di essere
competitivi, bloccando il nostro sito, allora la censura diventa
anche un blocco commerciale".

In un'intervista al Wall Street Jounrnal, invece, Brin ha
sottolineato che "gli attacchi informatici che hanno colpito
Google in Cina sono stati goccia che ha fatto traboccare il
vaso''.

Brin, ex cittadino sovietico emigrato con i genitori negli Usa
all'età di 6 anni, spiega che la Cina gli ricorda l'Urss,
e di esserne diventato consapevole dopo le Olimpiadi del 2008 a
Pechino, quando le autorità cinesi hanno ricominciato a censurare
pesantemente il Web. Brin cita anche alcun suoi ricordi sovietici,
con perquisizioni a casa da parte della polizia oltre ad atti
di
antisemitismo nei confronti di suo padre.

''La Cina ha fatto grossi progressi nella lotta contro la
povertà e altre cose dello stesso tipo – riconosce il cofondatore
di Google, aggiungendo però che ''in alcuni aspetti della
loro politica, in particolare per quanto riguarda la censura e la
sorveglianza dei dissidenti, vedo le stesse caratteristiche di
totalitarismo (dell'Urss), e la cosa mi turba
assai''.

Gli attacchi informatici cinesi hanno provocato un dibattito molto
acceso in seno al colosso di Mountain View, con il Ceo
Eric Schmidt desideroso di rimanere in Cina per premere
dall'interno, ma Brin  – e si presume anche l'altro
cofondatore
Larry Page – convinti del contrario.