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Catricalà: sia Agcom a regolare il telecomando

L’ordinamento automatico dei canali tv ha bisogno di regole e non di accordi. Lo dice l’Antitrust in un parere inviato all’Autorità per le comunicazioni auspicando l'”organizzazione tematica”

15 Feb 2010

La posizione dei canali sul telecomando è particolarmente
importante dal punto di vista concorrenziale, soprattutto
nell'attuale fase di passaggio dalla tecnologia analogica a
quella digitale terrestre. E' quanto osserva l'Autorità
antitrust nel parere reso all'Agcom in materia con riferimento
all'istruttoria avviata proprio dall'Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni. Per l'Antitrust
“'l’ordinamento automatico, oltre a rappresentare un
servizio importante per l'orientamento dell'utente tra i
numerosi canali a disposizione, assume un considerevole rilievo
concorrenziale, dal momento che incide sulla visibilità degli
operatori esistenti e sulle opportunità di accesso al mercato da
parte di nuove imprese”.

"Nella delibera citata – dice la lettera dell'Antitrust –
viene menzionata la possibilità che l’Agcom adotti
un'apposita regolamentazione dell'ordinamento automatico
dei canali della televisione digitale terrestre, ove ciò si
rendesse necessario". Per l'autorità presieduta da
Catricalà “'anche sulla scorta delle esperienze maturate in
altri Paesi, un intervento regolatorio appare fortemente
auspicabile, nell'ottica di promuovere l'affermazione di
criteri organizzativi dell'ordinamento automatico idonei a
favorire condizioni di piena concorrenza tra gli operatori
effettivi e potenziali. Nessun accordo pattizio, infatti, può
garantire condizioni di assoluta imparzialità, oggettività e non
discriminazione, connaturate invece all'operato
dell'Autorità di regolazione”.

Al riguardo, il principale criterio organizzativo richiamato da
regolatori di altri Paesi, ricorda ancora l'Antitrust, è
quello per aree tematiche perché “in questo modo vengono
enfatizzate le opportunità di sviluppare audience per canali che,
in assenza di un ordinamento tematico, sarebbero relegati in
numerazioni molto elevate, tra emittenti recanti programmazioni del
tutto disomogenee”. Per l'autorità tali considerazioni
potrebbero acquistare ulteriore rilievo in vista di nuovi ingressi
nel mercato televisivo: ''Infatti l'organizzazione
tematica, nella misura in cui attenua la centralità delle prime
numerazioni, consente di mantenere una riserva di numerazioni di un
certo interesse anche per potenziali newcomer''.

Infine l'Autorità, a tutela di operatori e utenti, auspica che
l'intervento regolatorio comprenda anche accorgimenti volti a
tutelare una certa flessibilità del sistema rispetto a eventuali
modifiche sostanziali delle condizioni competitive. “In
conclusione, nell'esprimere apprezzamento verso
l'iniziativa intrapresa dall'Autorità per le Garanzie
nelle Comunicazioni'', l'Antitrust ''confida in
una sollecita definizione in via regolatoria di criteri idonei a
promuovere modalità di assegnazione delle numerazioni suscettibili
di favorire una intensa competizione tra gli operatori”.