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Chiavetta Sky, terremoto Rai. Masi invoca controllo regole

Il direttore generale di viale Mazzini: “L’iniziativa potrebbe essere in conflitto con le disposizioni delle Authority di garanzia”. Nieri (Mediaset): “Solo una trovata per pochi”

20 Ott 2009

Terremoto Rai dopo l’annuncio della “chiavetta magica” di
Sky. Il direttore Mauro Masi commenta che si tratta di puro
marketing, ma minaccia aprofondimenti legali e regolamentari.
Mentre il presidente della commissione di vigilanza Sergio Zavoli
convoca Masi nella seduta di domani e mette sul tavolo la “assai
grave” questione del bilancio e del canone. E Gina Nieri,
consigliere di amministrazione Mediaset, spiega che la chiavetta in
realtà “non offre niente di nuovo”.

Un passo indietro. Ieri Sky ha annunciato che da dicembre fornirà
ai suoi abbonati una chiavetta (Digital Key) con la quale accedere
alla visione dei programmi gratuiti del digitale terrestre.
Un’operazione che aggira la rescissione del contratto da parte
della Rai per la diffusione dei suoi programmi via satellite e
rilancia, grazie anche a un abbassamento di prezzi e a un pacchetto
per l’acquisto agevolato ditelevisori inalta definizione,
l’offerta di Sky nel mercato televisivo italiano che sta in tutta
fretta migrando sul digitale terrestre.

Le reazioni, previste (e pregustate) dagli uffici di Sky, sono
arrivate puntuali. Il primo effetto è la convocazione in
commissione di vigilanza, domani, del direttore generale della Rai,
Mauro Masi, sul problema del decoder unico. Lo ha deciso
“all'unanimita” – spiega una nota della Vigilanza –
l'ufficio di presidenza della commissione “su proposta del
presidente Zavoli il quale ha anche sottolineato la necessità di
un confronto col vertice della Rai sul problema, assai grave, del
canone. Problema: il bilancio”. Invita la Rai alla marcia
indietro il vicepresidente della commissione vigilanza Giorgio
Merlo (Pd): “La scelta di Sky di prendere il digitale terrestre
mette definitivamente a nudo le enormi difficoltà finanziarie e le
responsabilità della Rai nel non aver venduto a Sky i canali di
RaiSat. A fronte di una situazione che rischia di creare un
collasso dell'azienda di viale Mazzini, si impone una
riconsiderazione della scelta intrapresa nel luglio scorso”.

Secondo Masi l’iniziativa di Sky “ha piu' i connotati di
una abile campagna promozionale e di marketing che di una reale
messa a disposizione a tutti i propri abbonati della programmazione
digitale terrestre in chiaro”. La digital key, ha spiegato Masi,
sarà disponibile solo per i decoder in alta definizione, “che
costituiscono notoriamente una quota di minoranza dell'utenza
Sky (inferiore al 10%) e riguarderà solo gli abbonati dotati di un
televisore Full HD”. Inoltre, ha detto ancora il dg, è improprio
parlare di “decoder unico”, visto che l'iniziativa non
supporta “comunque sistemi di accesso condizionato diversi da
Nds', cioè quello usato da Sky.
La vicenda merita comunque, secondo Masi, “un attento
approfondimento, anche dal punto di vista legale e regolamentare,
la eventuale immissione dei canali della piattaforma terrestre
all'interno dell'Epg (la guida elettronica dei programmi)
di Sky”, circostanza che “potrebbe essere in conflitto con le
disposizioni delle Autorità di garanzia che limitano
l'utilizzo da parte di Sky del sistema digitale
terrestre”.

'Di fatto – ha aggiunto Masi – la limitazione dell'uso
della chiavetta ai decoder Sky di nuova generazione ed in
particolare a quelli in Hd restringe ancor di più il numero di
abbonati serviti dalla 'digitale key' poiché questi
dovranno essere dotati di un televisore Full Hd. Notoriamente tutti
i nuovi televisori sono obbligatoriamente provvisti di un decoder
digitale terrestre integrato: la visione del digitale terrestre
integrale è dunque già garantita dal televisore. Inoltre occorre
aggiungere che parte significativa dei televisori in Hd già
venduti prima dell'obbligo del decoder integrato (che risale
all'aprile scorso) era già in grado di ricevere il digitale
terrestre a causa dell'elevato costo del televisore e della
relativa necessità di dotarlo di tutti gli strumenti
tecnologicamente più aggiornati, compreso il decoder per il
digitale terrestre”.

“Dal punto di vista della ricezione del segnale – ha continuato
il dg – la chiavetta Sky non può ovviamente risolvere il problema
della mancata copertura da parte del segnale terrestre: chi si è
dotato di Sky per poter vedere soprattutto la televisione
generalista attraverso la parabola satellitare non può usufruire
di questo nuovo servizio di Sky”.

Infine, Mediaset. Che fa sapere che la chiavetta è una trovata
“scomposta, che crea confusione e illude un parco utenti
amplissimo, pur riguardando in realtà solo una minoranza di
clienti della piattaforma satellitare”. Lo dice Gina Nieri, del
Cda del biscione, spiegando che “la chiavetta riguarda solo
300mila utenti Sky su 4,5 milioni di abbonati, cioè coloro che
hanno l'alta definizione a collegano il decoder a un televisore
con il ricevitore per il digitale terrestre incorporato. In
pratica, l'iniziativa serve a Sky per verticalizzare ancora di
più la sua offerta”.