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Colby vs Apple: è scontro su iBooks

L’editore si è rivolto a un tribunale federale di Manhattan: no all’uso esclusivo del nome iBooks per i libri elettronici

16 Giu 2011

La guerra dei marchi che spesso coinvolge le grandi aziende
dell'hitech e delle Tlc vede scendere in campo oggi anche una
società dei media: l’editore di New York John T. Colby ha fatto
causa ad Apple in un tribunale federale americano per violazione di
trademark nell’utilizzo del termine “iBooks”.

Colby ha acquistato nel 2006 e nel 2007 le attività di diverse
società di proprietà di un altro editore di New York, Byron
Preiss, che aveva pubblicato oltre 1000 libri sia in formato
tascabile che in edizione con copertina rigida col nome di
“ibooks” a partire da settembre 1999, stando a quanto si legge
nella causa, presentata alla Us District Court di Manhattan, rivela
l’agenzia Bloomberg.

L’accusa sostiene che Apple possieda il marchio commerciale sul
nome “IBOOK” per i computer e una volta vendeva un personal
computer chiamato “iBook”. La casa di Cupertino non ha mai
usato il termine per designare libri elettronici o
un’applicazione per distribuire libri in formato elettronico
finché non ha cominciato a vendere l’iPad ad aprile 2010,
continua Colby. Da quel momento avrebbe cominciato a usare il
marchio "indebitamente".

In pratica l’editore newyorkese pensa che Apple abbia il diritto
di usare il termine 'iBooks' solo per i suoi computer Mac e
contesta invece l’utilizzo del nome per indicare la biblioteca di
libri elettronici cui si accede tramite iPad e iPhone perché in
quel caso viola i diritti di Colby, a detta dell'editore, che
ricorda di aver ereditato quel nome dai libri tascabili e in
versione rilegata della Byron Preiss.