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Copyright, Calabrò: “Troveremo una soluzione equilibrata”

Il presidente dell’Agcom rassicura: “Il testo sarà sottoposto ad un’amplissima e trasparente consultazione pubblica”

05 Lug 2011

“Sono fiducioso, malgrado tutto, che domani il Consiglio
dell'Autorità riuscirà a trovare una giusta e equilibrata
soluzione, poggiante su un saldo fondamento giuridico”. Così il
presidente dell'Agcom Corrado Calabrò
risponde ad una lettera sul tema della tutela del diritto
d'autore inviatagli dal leader dell'Idv Antonio Di Pietro,
in vista della riunione del Consiglio dell'Autorità in
programma domani.
“Ho detto 'soluzione’, non 'decisionè – prosegue
Calabrò – perché quale che sarà il testo finalizzato (scusi il
brutto termine tecnico) dall'Autorità, esso sarà comunque
sottoposto ad un'amplissima e trasparente consultazione
pubblica, accordando ai soggetti consultati tutto il tempo
occorrente per ragionate osservazioni e all'Autorità per
susseguenti, ponderate riflessioni”.

“L'Autorità – sostiene ancora il presidente Agcom – ha retto
ad altre, non minori tensioni, quando in materie sensibili che
toccano diritti di libertà, come ad esempio la par condicio, ha
saputo adottare decisioni tanto difficili quanto doverose e
appropriate che hanno garantito il pluralismo, reggendo al vaglio
giurisdizionale”.

“Si tratta, indubbiamente, di materia sensibile che suscita
problemi e dibattiti in tutti i Paesi del mondo – puntualizza – Non
a caso già da quattro anni vado sostenendo la necessità di una
normativa di carattere internazionale (non basterebbe nemmeno
comunitario). E adesso il presidente Sarkozy ha fatto sua
autorevolmente questa opinione nell'ultimo G8. Nella mia
audizione in Parlamento, poi, non ho mancato di far presenti tutte
le difficoltà che disposizioni di legge non ben definite avrebbero
comportato per la loro applicazione da parte di questa Autorità. E
tuttavia, una legge è stata approvata dal Parlamento e, nessuno
meglio di lei potrà convenire, tocca osservarla e farla
osservare”.

Nella sua lettera, diffusa dal Garante, Antonio Di
Pietro
chiede di “sospendere l'iter di approvazione
di regole che consentono in via amministrativa di chiudere siti
web, lasciando che sia il Parlamento a legiferare”.

“Attribuire all'Agcom il potere di chiudere un sito web –
sostiene il leader Idv – togliendo tale competenza
all'Autorità giudiziaria, sulla base di un atto amministrativo
privo, peraltro, di un preciso quadro di garanzie, fondandolo su
una Direttiva Europea che riguarda esclusivamente la televisione e
non la rete, significa, di fatto, assecondare senza una reazione
adeguata, una forzatura 'interessata’ operata dal ministro
Romani per conto di Mediaset”.

“In omaggio ai progetti del gruppo Mediaset – spiega Di Pietro –
il compiacente ministro, stravolgendo la normativa europea, ha
voluto ingabbiare la rete e la Web Tv nello stesso soffocante
sistema di regole riguardanti la televisione. Regole, peraltro,
scritte dall'Agcom, in cui il diritto d'autore viene
fortemente limitato a danno dei produttori audiovisivi
indipendenti. Si tratta, a mio parere, di un tentativo di controllo
della rete facendo del web una grande televisione”.

L'Idv parteciperà dunque convintamente alla Notte della Rete
in programma questa sera, così come i Radicali. "Come
Radicali partecipiamo alla Notte della rete perché in linea colle
iniziative che i Radicali stanno portando avanti da anni perché
l'Italia rientri nel novero delle democrazie fondate sullo
Stato di Diritto – annuncia il senatore Marco
Perduca
– Se l'Agcom dovesse procedere con questo suo
intento si tratterebbe più di un ulteriore grave sottrazione al
legislatore delle sue prerogative. Un autorità con poteri
amministrativi piuttosto che fungere da garante si andrebbe a
sostituire al legislatore!".

"Da anni, e molte sono a prima firma dei parlamentari
Radicali, giacciono in Parlamento proposte di legge che intendono
regolamentare il sacrosanto diritto d'autore nell'era
digitale aggiornandolo alle esperienze e proposte costruttive che
negli anni i pionieri della Rete, come il collettivo di Creative
Commons ispirato da Lawrence Lessing o il guru del freesoftware
Richard Stallman, che hanno fatto avanzare le riflressioni
liberal-libertarie in materia – puntualizza l'esponente
radicale – Occore che l'Agcom ci ripensi e che, se mai dovesse
seriamente passare a una serie di consultazioni, queste fossero a
mero carattere esplorativo e conoscitivo al fine di creare le
condizioni per una riforma strutturale del diritto d'autore e
di quella società segreta che ne gestice la riscossione e
distribuzione dei proventi".

Secondo il leader di Sel, Nichi Vendola
il tempo di fermarsi, riflettere e non prendere decisioni che
possano ipotecare il futuro". "Le decisioni che
l'Autorità Garante per le Comunicazioni si accinge a prendere
non aiutano l'espressione della libertà ma rischiano di fare
dell'Italia uno dei Paesi più chiusi, dove con il pretesto
della tutela del diritto d'autore potrebbero realizzarsi veri
interventi censori – scrive Vendola nella sua pagina Facebook –
E' sacrosanto tutelare il diritto d'autore, ma questo non
può essere fatto a discapito della Rete".