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Dalla Ue ok a Sky “terrestre”. Mediaset: faremo ricorso

Via libera condizionato all’ingresso nel Dtt in virtù delle ”mutate condizioni di mercato”: News Corp potrà concorrere per un solo multiplex alla gara del dividendo interno e non potrà fare pay tv per 5 anni. Il viceministro Romani: decisione ingiustificata e grave

20 Lug 2010

Alla fine è arrivato l’ok. La Commissione europea ha autorizzato
Sky Italia, filiale italiana di Newscorp, a partecipare alla gara
per l'assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre in
Italia. In tal modo, la Commissione solleva Sky Italia da uno degli
impegni assunti nel 2003, quando Newscorp ha acquisito la società
nata dalla fusione di Stream e Telepiù. La decisione è stata
presa dalla Ue in considerazione dei “cambiamenti
significativi” avvenuti nel mercato televisivo italiano nel corso
degli ultimi anni. La Commissione ha dunque ritenuto opportuno
accogliere la richiesta di Sky Italia, pur limitando la sua offerta
ad una sola frequenza e di limitarne l'operatività ai soli
canali in chiaro per un periodo di cinque anni.

Una svolta storica per il mercato televisivo italiano, che non
manca di suscitare violente reazioni. Mentre da Sky Italia fanno
sapere di essere “estremamente soddisfatti” come dice l’ad
Tom Mockridge, a Mediaset ci si
prepara a dare guerra alla decisione: siamo sconcertati, dice il
gruppo di Cologno Monzese: faremo ricorso – annunciano – alla Corte
di Giustizia Ue.

Si dice “sorpreso” il viceministro alle Comunicazioni
Paolo Romani che ritiene “ingiustificata e
grave” la pronuncia della Ue perché non tiene in “benché
minima considerazione” gli “effetti dirompenti sul mercato
italiano, anche in termini di pluralismo” della modifica degli
impegni imposti a Sky. “E' bene tenere presente – dice il
viceministro – che per riservare 5 frequenze da destinare al
dividendo digitale il nostro Paese ha, infatti, sottratto risorse
frequenziali a ciascuno dei principali operatori nazionali (Rai,
Mediaset e Telecom Italia media) e ha rinunciato (nelle aree già
digitalizzate) e dovrà rinunciare ad assegnarle (nelle aree ancora
da digitalizzare) agli altri operatori e a oltre 500 Tv
locali”.

Favorevole alla pronuncia l’opposizione: “Una buona notizia per
i telespettatori italiani – dice il responsabile comunicazioni del
Partito Democratico, Paolo Gentiloni -. Arriva
infatti da Bruxelles una possibile apertura del mercato della tv
digitale terrestre che, nonostante le promesse, finora nessuno
aveva visto”. Secondo Vincenzo Vita (Pd) si
tratta di “Murdoch non è un rivoluzionare né un riformista, ma
la sua entrata in scena può rappresentare una piccola boccata
d'ossigeno per il pluralismo televisivo in Italia, compresso e
soffocato dalla concentrazione Rai/Mediaset e dal conflitto
d'interessi”.

Sul via libera la Commissione Ue si è spaccata nel corso di un
vivace dibattito durato oltre 40 minuti. Contrari alla proposta del
commissario per la concorrenza Joaquin Almunia il
vicepresidente Antonio Tajani, il maltese
John Dalli (consumatori), il francese
Michel Barnier (mercato unico) e la greca
Maria Damanaki (pesca).
In favore dell'ingresso di Sky sul Dtt sono invece intervenute
Neelie Kroes (Aagenda digitale) e Viviane
Reding
(Giustizia e diritti umani). Alla fine del
dibattito la proposta di Almunia è stata adottata per consenso, ma
alcuni commissari hanno chiesto la messa a verbale della loro
posizione contraria.

Secondo le condizioni dettate dalla Commissione Ue Sky dovrà
trasmettere in chiaro e gratuitamente sul digitale terrestre per
almeno cinque anni. In una nota la Commissione spiega che “News
Corp si è inoltre impegnata a far partecipare Sky alla prossima
gara puntando solo a uno dei cinque multiplex che saranno
offerti”.

Nel comunicato viene sottolineato come l'assetto del mercato tv
italiano sia cambiato rispetto al 2003, quando Bruxelles fissò i
paletti per il via libera alla fusione tra Telepiu' e Stream,
tra cui il divieto a entrare nel Dtt fino a fine 2011. Proprio
grazie alle decisioni prese all'epoca dall'esecutivo
comunitario su proposta di Mario Monti, “operatori alternativi –
Mediaset, Telecom Italia/Dahlia – sono entrati nel mercato della
pay-tv attraverso il Dtt, anche se Sky ha mantenuto una forte
posizione sul satellite”.

Inoltre, osserva Bruxelles, “la piattaforma digitale è diventata
rapidamente in Italia il principale mercato per il consumo di
programmi televisivi ed è destinato a restare tale ancora per
molti anni. E dal settembre 2008 una nuova piattaforma satellitare
(Tivu'Sat) è stata realizzata da Rai, Mediaset e Telecom
Italia ed è ora a disposizione dei consumatori”.

La Commissione rileva poi che la prossima gara per
l'assegnazione dei multiplex è “un'occasione unica”
per operatori come Sky Italia per entrare nel Dtt in concorrenza
con le principali emittenti che oggi controllano la maggior parte
delle frequenze: su 21 multiplex del digitale terrestre, ricorda
Bruxelles, 16 sono già stati assegnati o stanno per esserlo e di
questi sono 11 quelle in possesso dell'insieme di Mediaset, Rai
e Telecom Italia.

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