Decreto Internet e tv, slitta a domani il voto alla Camera. Il Pd: via le norme sul web

Formulato dall’opposizione il parere contrario: lo voteranno anche Idv e Udc

Pubblicato il 03 Feb 2010

Decreto Internet e tv, slitta a domani il voto alla Camera. Il Pd: via le norme sul web
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Stralciare le norme sul Web lasciando intatte le attuali norme
sulla tutela del prodotto audiovisivo europeo e sugli affollamenti
pubblicitari. Sono le richieste dei rappresentanti del Pd nelle
competenti commissioni parlamentari (Trasporti e Cultura della
Camera e Lavori pubblici del Senato), formulate nel parere
contrario al decreto Romani. Parere contrario che sarà firmato
anche da Idv e Udc, e verrà messo ai voti domani alla Camera.

Ad annunciarlo Vincenzo Vita (Pd), vicepresidente della commissione
Cultura del Senato, in un incontro avvenuto stamane fra
l’opposizione e le associazioni di cinema, web e tv. Il parere
cita i rilievi mossi dal presidente dell’Agcom Corrado Calabrò e
denuncia un eccesso di delega e la violazione dell’ordinamento
comunitario.

Il parere del Pd boccia i punti del decreto Romani lamentando la
“sistematica sottrazione di poteri all’Agcom”. Viene chiesto
lo stralcio di tutte le norme sul web e un ''modus operandi
che contemperi il diritto degli autori ad essere tutelati col
diritto degli utenti all'accesso alla rete e ai contenuti
digitali''.

Per quanto riguarda le norme che riguardano il cinema e le quote di
investimento nel prodotto audiovisivo, si chiede di lasciare
immutata la legislazione, conferendo semmai delega all’Agcom.
Bocciate anche le norme sugli affollamenti pubblicitari: la
differenziazione dei tetti fra tv in chiaro e a pagamento
“indebolisce la posizione di mercato dei pochi e deboli
produttori indipendenti operanti su piattaforme a
pagamento'', oltre a rafforzare la posizione di
Mediaset.

Anche la Fnsi esprime il suo parere contrario per bocca del
segretario Franco Siddi: “Le aperture del viceministro Romani non
sciolgono i dubbi – afferma Siddi -, bisogna allineare il decreto
alle osservazioni dell’Agcom e rimuovere completamente l’idea
di sottoporre il web ad autorizzazioni preventive”.

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