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E-book, gli editori francesi contro Google: “Ci deve 9,8 milioni di euro”

Gallimard, Flammarion e Albin Michel accusano BigG di aver messo in Rete senza autorizzazione quasi 10mila opere. Di qui la richiesta di danni. Intanto negli Usa il motore accantona 500 milioni di dollari per  la disputa con il Dipartimento della Giustizia

12 Mag 2011

Tre grandi case editrici francesi, Gallimard, Flammarion e Albin
Michel, chiedono 9,8 milioni di euro a Google, accusato di aver
digitalizzato e messo in rete migliaia di libri senza
autorizzazione. Lo riferisce la rivista specializzata Livres Hebdo.
Secondo i tre editori, scrive il giornale, ben 9.797 titoli (4.302
di Gallimard, 2.950 di Flammarion e 2.545 di Albin Michel) sono
stati riprodotti da Google nell'ambito del controverso progetto
di Biblioteca universale. Per ognuno di questi libri, che vengono
digitalizzati negli Stati Uniti, gli editori chiedono una tariffa
fissa di mille euro di risarcimento.

"Ci siamo limitati solo a quelle opere la cui riproduzione è
accertata", ha spiegato il servizio giuridico di Gallimard. Di
fatto, poiché ogni giorno Google digitalizza nuovi libri, la cifra
di 9,8 milioni di euro è solo provvisoria. Il motore di ricerca è
già stato condannato in Francia per contraffazione nel dicembre
del 2009, dopo essere stato denunciato dall'editore La
Martiniere e dal Sindacato nazionale dell'editoria.

E se in Europa Google è nel mirino dei grandi editori negli Usa le
cose non vanno meglio. Il motore di ricerca ha infatti dovuto
accantonare 500 milioni di dollari per risolvere una potenziale
disputa con il Dipartimento di Giustizia americano sulle pratiche
pubblicitarie. “L'ammissione – scrive il Financial Times
nel riportare le notizia – è la prima indicazione che le autorità
americane hanno trovato significative falle nell'attività
pubblicitaria che è al centro della macchina dei profitti di
Google”.
Nel confermare l’accantonamento BigG puntualizza in una nota che
la somma servirà alla “potenziale soluzione di un'indagine
del Dipartimento di Giustizia americano nell'uso della
pubblicità di Google da alcuni pubblicitari”. Google e le altre
società di ricerca sono finite nel mirino delle autorità
americane in passato per l'uso del sistema di ricerca
pubblicitario: con Yahoo! e Microsoft, Google ha pagato 31,5
milioni di dollari nel 2007 su come le società di gioco
d'azzardo usavano il sistema per raggiungere clienti.

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