Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

LA SENTENZA

E-book, Google pronta a mettere in rete milioni di libri fuori catalogo

Dopo sette anni si conclude la battaglia legale con cinque grandi editori americani. I libri già scannerizzati andranno a far parte della Biblioteca Globale progettata dal colosso di ricerca

05 Ott 2012

Luciana Maci

Per la prima volta centinaia di migliaia di volumi cartacei fuori catalogo saranno venduti in forma di e-book dopo la conclusione di una disputa legale durata sette anni tra Google e un gruppo di editori statunitensi.

Il colosso dei motori di ricerca avrà il diritto di vendere i libri fuori stampa che aveva in precedenza scannerizzato, e che sono tuttora coperti da copyright, dietro consenso delle case editrici. Secondo Tom Turvey, responsabile dell’editoria digitale di Google, si dovrebbe trattare di “centinaia di migliaia o forse milioni” dei 20 milioni di volumi complessivamente già scannerizzati nell’ambito del Google’s Library Project, reso possibile dalla collaborazione con prestigiose università come Harvard, Stanford e Oxford.

Si tratta di un ulteriore passo avanti dell’ambiziosa strategia del gruppo di scannerizzare tutti i libri del mondo e metterli a disposizione online. È inoltre un’invasione di campo nel mercato di Amazon, finora “re” delle vendite di e-book online.

La battaglia giudiziaria che ha portato a questa sentenza è stata lunga e controversa. Tre anni fa Google e gli editori – Simon & Schuster, Penguin Usa, John Wiley & Sons, McGraw-Hill e Pearson Education – avevano trovato un accordo, ma l’amministrazione di Barack Obama era intervenuta sospettando un’attività monopolistica e un conseguente aumento dei prezzi per i consumatori. Giudizio confermato da una sentenza del 2011: l’accordo da 125 milioni di dollari veniva respinto sull’onda della rivolta dei rivali di Google, ma anche di agenti letterari, consumatori e governi stranieri (gli editori non americani si sentivano tagliati fuori).

Il nodo restava quello dei cosiddetti “libri orfani”, per i quali non è possibile risalire agli autori o agli eredi che ormai hanno perso i diritti. L’accordo raggiunto in questi giorni stabilisce che tutti i libri possano essere digitalizzati salvo il rifiuto dell’editore. Da parte loro le case editrici hanno il diritto a ricevere e utilizzare una copia digitalizzata. L’intesa riconosce inoltre l’esistenza del copyright e quindi si suppone che verranno riconosciuti i diritti d’autore a scrittori e agenti letterari.

I commenti sono chiusi.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link