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“Ecco perché l’asta frequenze rischia di fallire”

E’ la concentrazione del mercato pubblicitario il fattore che farebbe andare deserta un’eventuale gara competitiva al posto del beauty contest: lo spiegano in una lettera tre commissari Agcom

15 Dic 2011

E' la concentrazione del mercato pubblicitario il fattore che
farebbe fallire una eventuale asta sulle frequenze Tv. Lo scrivono
in una lettera a 'La Repubblica' tre commissari
dell'Autorita' per le garanzie nelle Tlc, Nicola
d'Angelo, Michele Lauria e Sebastiano Sortino. "Se tutto
rimanesse cosi' com'e' e si mettessero all'asta
queste frequenze – si legge nella missiva – potrebbe accadere
quello che molti vaticinano: che nessuno cioe' le
comprerebbe".

Ma la vera causa del possibile fallimento dell'asta, dicono i
commissari sta "a monte". A dissuadere eventuali nuovi
operatori dal concorrere all'asta, scrivono i commissari,
"c'e' infatti la circostanza che la pubblicita'
e' controllata dai due incumbent e che nessuna iniziativa
e' stata assunta per allentare tale dominanza. Anzi per evitare
una pronuncia sulla posizione dei due soggetti (Rai e Mediaset)
all'interno del mercato pubblicitario, si è deciso che quello
pubblicitario non è un mercato rilevante".

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