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Facebook ha i giorni contati. Parola di Bruce Sterling

Lo scrittore di fantascienza, che nei suoi libri preconizzava l’avvento della società digitale, prevede la fine della creatura di Zuckerberg: “I social network hanno al massimo 10 anni di vita, poi verranno sostituiti da un’evoluzione dei personal blog”

12 Apr 2011

“Facebook ha i giorni contati. Ed è un pazzo chi punta sul
futuro a lungo termine della geniale intuizione di Mark Zuckerberg,
così come degli altri social network. Basti pensare a Myspace, che
nel giro di un anno ha perso più del 70% del suo valore e dei suoi
contatti”. Parola di Bruce Sterling, famoso scrittore di
fantascienza, teorico del cyberpunk e grande studioso dei nuovi
media. Ospite della penultima giornata di FilmForum Festival, a
Gorizia, lo scrittore statunitense ha tenuto questa mattina, una
lectio sul tema “Media Transition and Media Mutation”.

Celebre per Mirrorshades, un'antologia di racconti di
fantascienza del 1986 che ha contribuito a definire il filone
cyberpunk e a preconizzare l’avvento della società digitale,
Sterling ha pubblicato diversi romanzi e racconti di fantascienza
anche in Italia per le case editrici Fanucci e Mondadori. “È
veramente assurdo che sia durata tutto questo tempo
l'invenzione fortunosa di uno studente che si è ritirato dal
college – aggiunge Sterling -. In ogni caso, i social network
avranno al massimo sette, forse 10 anni di vita ancora. Poi,
com'è nell'ordine delle cose, saranno sostituiti da nuovi
media e nuovi linguaggi, probabilmente da un'evoluzione dei
personal blog”.

Sterling ha anche parlato della cyber war paventata nei giorni
scorsi da Barack Obama. “Siamo già in guerra, effettivamente –
ha sottolineato Sterling -. Può sembrare una parola grossa,
considerare attacco bellico una semplice intrusione dentro un
computer. Ma non dimentichiamo che i pc sono stati inventati
durante la Seconda guerra mondiale, quando i militari avevano la
necessità di decodificare i codici nemici. E che dire del blog del
presidente russo solo poche settimane fa hackerato e messo fuori
uso da nemici di cui non si scoprirà mai l'identità? O dei
continui attacchi informatici degli hacker cinesi, che tutti ben
conoscono e che nessuno affronta con decisione?”, osserva lo
scrittore.

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