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Facebook, incontro segreto con le banche in vista dell’Ipo

Tempi e condizioni dell’offerta discussi durante un meeting che ha visto presenti più istituti di credito. All’ordine del giorno anche lo sviluppo di nuovi servizi in grado di attirare gli investimenti

18 Mag 2011

Facebook sta pensando seriamente all’Ipo, ma anche a come
potenziare i servizi che offre ai suoi utenti. Executive del social
network si sarebbero incontrati con alcune banche lo scorso aprile
per discutere termini, tempi e condizioni per un’offerta pubblica
iniziale che appare sempre più vicina, secondo quanto rivela oggi
il sito americano Cnbc.

Il colosso del social networking avrebbe chiesto alle banche anche
quali altri servizi possono offrire a Facebook oltre alla
sottoscrizione dell’Ipo, come accesso a investitori, servizi per
i membri di Facebook e contatti con potenziali partner per portare
ancora nuovi servizi agli utenti finali del sito.

Ma mentre Facebook si prepara a diventare, forse, un colosso in
Borsa, già si è imposta come uno dei motori della creazione di
occupazione negli Stati Uniti: la società di Mark Zuckerberg
impiega circa 2.000 persone e ha accresciuto di circa il 50%
l’anno la sua forza lavoro dalla fondazione, nel 2004, secondo
quanto ha fatto sapere un portavoce della stessa Facebook.

Ancora più significativo l’indotto legato a questa azienda, che
va dagli sviluppatori di app agli analisti di dati, ai
pubblicitari, agli addetti stampa e agli esperti di social media
che hanno trovato lavoro proprio ai margini del successo di
Facebook. Gli sviluppatori di applicazioni per Facebook, ad
esempio, sono oltre un milione, secondo l’azienda di Zuckerberg,
anche se nessuno lavora direttamente per lui.

Da luglio 2009 – due anni dopo che Facebook ha reso pubbliche le
sue Api – le offerte di lavoro che avevano "Facebook"
come parola chiave si sono moltiplicate del 245% sull’aggregatore
di annunci SimplyHired. Ad alimentare la crescita della forza
lavoro che gravita intorno a Facebook ci sono anche i 2,5 milioni
di siti Internet integrati con il social network, che hanno bisogno
di manager di pagine Internet, esperti di social media e web
designer. Anche colossi tecnologici come Apple, Rim e Nokia hanno
ormai dei team che si occupano della loro integrazione con
Facebook.

"Ci sono migliaia di persone impiegate solo
nello sviluppo”, afferma Justin Smith, fondatore di Inside
Network, società di market research che si occupa di social
gaming, Facebook app e beni virtuali.

Ovviamente quantificare questo indotto e la sua futura crescita non
è facile e in alcuni casi il ruolo di Facebook è molto indiretto,
per quanto fondamentale: il boom dell’industria del social gaming
ne è un esempio. L’anno scorso 23 milioni di utenti hanno
giocato su Facebook e altri siti di social networking almeno una
volta al mese, secondo eMarketer, e i primi 375 games su Facebook
contano almeno 100.000 utenti attivi al mese. Facebook è la
piattaforma che ospita questi social games e ne alimenta il
successo, ma, certamente, le migliaia di persone che lavorano per
disegnare i giochi non sono dipendenti di Facebook.