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Fieg, la stampa va in Rete. Ma chiede più tutele

Nel 2010 le vendite delle copie cartacee scese del 4,3% a fronte di una crescita di utenti unici giornalieri sul Web pari al 37%. Il presidente Malinconico: “Servono incentivi per le imprese editoriali che innovano”

13 Apr 2011

“A fronte della contrazione delle vendite delle copie (-4,3%) e
degli introiti pubblicitari (-2,6%), le imprese di quotidiani hanno
cercato di qualificare l'offerta con il potenziamento delle
attività online”. Lo rileva la Fieg nello studio “La stampa in
Italia 2008-2010”.
“A dicembre del 2010 – si legge nello studio – gli utenti unici
in un giorno medio di siti web dei quotidiani sono cresciuti del
37% rispetto allo stesso mese del 2009, mentre gli utenti
complessivi attivi sul web nel giorno medio sono aumentati in
misura di gran lunga inferiore (+15,3%). La percentuale di utenti
unici di siti di quotidiani sull'utenza complessiva è così
salita in un anno dal 38,3 al 45,4%”.

Il problema aperto – secondo la Fieg – resta comunque quello del
ritorno economico di investimenti che richiedono risorse crescenti
in quanto appare ancora problematico superare le resistenze del
pubblico ad accettare formule di paywall, vale a dire di accesso a
pagamento alle nuove offerte.
“Negli ultimi anni – rileva ancora la federazione – il numero dei
lettori dei quotidiani è andato costantemente aumentando. Nel
2010, i lettori di quotidiani sono restati al di sopra di 24
milioni, subendo una lievissima erosione (-0,3%), soltanto
nell'ultimo ciclo di rilevazione Audipress. L'indice di
penetrazione, che nel 2000 stazionava intorno al 38% della
popolazione, è salito al 46%”.

Commentando i dati del Web, il presidente della Fieg Carlo
Malinconico ha ribadito che "la valorizzazione dei contenuti
editoriali sulle reti di comunicazione elettronica è la strada da
percorrere se si vuole garantire una tutela efficace di tali
contenuti e non penalizzare la modernizzazione del
sistema".

Per gli editori italiani dunque "la difesa della proprietà
dei contenuti è un obiettivo prioritario che va perseguito
introducendo quelle salvaguardie che l'attuale disciplina sul
diritto d'autore non prevede", come rileva lo studio Fieg
che spiega come, dopo un enorme sforzo per preservare la qualità
dei contenuti, ora le aziende "hanno bisogno di una governance
politica che sia in grado di delineare un quadro normativo di
riferimento adeguato".

Malinconico ha ribadito la richiesta di misure incentivanti già
avanzate al governo: la detassazione degli utili reinvestiti in
beni strumentali innovativi; il rifinanziamento del credito
agevolato per progetti di ristrutturazione tecnico-produttiva, di
innovazione tecnologica, di miglioramento del circuito distribuito
e di formazione professionale. E ancora "l'adozione di una
fiscalità di vantaggio" e soprattutto – conclude il
presidente – "la valorizzazione dei contenuti editoriali,
attraverso misure di protezione efficaci sul terreno del
copyright".