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Frequenze, Di Pietro: “Beauty contest prezzo pagato a Berlusconi”

Il leader dell’Idv: “Non ha senso non mettere a gara lo spettro tv”. Intanto Publio Fiori (Rinascita popolare) annuncia un esposto alla Procura “per accertare il danno erariale” in caso di mancata vendita

13 Dic 2011

Si inasprisce il fronte anti-beauty contest, l'operazione
"passerella di bellezza" per l'assegnazione dei
multiplex digitale alle emittenti tv. "Non ha alcun senso non
mettere in gara le frequenze televisive, salvo che queste non siano
il corrispettivo a Berlusconi per dimettersi e votare la
fiducia" ha detto Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro
specificando che il beauty contest è "il prezzo pagato per
qualcosa che rischia di essere più di un inciucio. E'
corruzione politica'. L'Idv presenterà
un'interrogazione.

Intanto il presidente di Rinascita popolare, Publio Fiori, evoca
"trasparenza, concorrenza, economicità, parità di
trattamento, efficienza, tutela del mercato" per la cessione
di beni pubblici da parte dello Stato "quali sono le frequenze
televisive". Pertanto la norma che prevede la cessione
gratuita di beni pubblici "è in violazione di norme e
principi comunitari" e va "disapplicata facendo emergere
il danno erariale il cui ammontare e' uguale alla somma che si
sarebbe ricavata da una gara pubblica'. Tale danno – ha
concluso Fiori – dovrà essere accertato dalla Corte dei Conti che,
previa disapplicazione della legge nazionale, ne chiederà il
ristoro ai funzionari pubblici (ministri, direttori generali,
funzionari responsabili del procedimento,ecc.) che hanno
partecipato alla decisione di dismissione gratuita. Per queste
ragioni, stiamo predisponendo un esposto alla Procura della Corte
dei Conti, al fine di far accertare l'entità del danno
erariale e far contestare personalmente agli eventuali responsabili
il conseguente risarcimento".