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Frequenze tivù, l’ombra del Tar sul beauty contest

Tivuitalia, società attiva nella distribuzione del segnale e di contenuti controllata dalla quotata Screen Service, pronta a ricorrere al tribunale amministrativo alla vigilia della pubblicazione del bando di gara per l’assegnazione gratuita dei cinque multiplex

07 Lug 2011

Il settore televisivo ridiventa bollente. Il beauty contest per
l’assegnazione gratuita dei cinque multiplex ai broadcast già
operanti sul mercato televisivo italiano e ai nuovi entranti,
scrive Milano Finanza, potrebbe subire un improvviso e brusco stop
a poche ore dalla pubblicazione del bando di gara, previsto tra
venerdì e lunedì prossimo.

A mettere i bastoni legali tra le ruote al bando per
l’assegnazione delle frequenze digitali tv che il ministero dello
Sviluppo Economico ha predisposto e consegnato alla Ue (che lo ha
approvato non senza qualche riserva) sarà con ogni probabilità
Tivuitalia, società attiva nella distribuzione del segnale e dei
contenuti televisivi controllata dalla quotata Screen Service.

Il perché è presto detto. Dopo che il ministro Paolo Romani ha di
fatto declassato Tivuitalia, che copre 18 regioni su 20 e più del
70% della popolazione italiana, da operatore di dimensione
nazionale a soggetto di taglia ridotta o locale, l’azienda ha
deciso di passare al contrattacco su tutti i fronti.

E dopo essersi rivolta alla giustizia amministrativa italiana e
alla Ue con una missiva datata 5 luglio e indirizzata a Krzysztof
Kuik, responsabile dell’unità media della Commissione Europea,
è intenzionata a fare valere le proprie ragioni anche per quel che
riguarda il tanto atteso beauty contest.

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