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Google, anche Street View nel mirino della Privacy

Secondo i garanti europei le immagini del servizio rischiano di violare le norme sui dati personali. E chiedono all’azienda di dimezzarne i tempi di conservazione

26 Feb 2010

Anche Street View, il servizio di Google che offre mappe "dal
vivo", finisce nel mirino della Privacy. Ma stavolta a far
scattare l'allarme è Articolo 29, il gruppo di lavoro sui dati
personali composto dai garanti della Privacy dei Paesi Ue. In una
lettera all'azienda californiana si chiede di dimezzare il
periodo di conservazione delle immagini del servizio. Un anno di
tempo è troppo, secondo gli "watchdog" della privacy,
per mantenere sul sito immagini sensibili non
"appannate".

In una lettera inviata al consigliere per la privacy del colosso
del search engine, Peter Fleischer, i garanti dicono che "è
sproporzionato conservare le immagini non oscurate per un
anno", e chiedono a Google di dimezzare i tempi di
conservazione portandoli a sei mesi. Anche il Commissario Ue alla
giustizia Viviane Reding monitorerà la questione. "In Europa
abbiamo alti standard per la protezione dei dati. Mi aspetto che
tutte le compagnie agiscano seguendo le regole del gioco", ha
detto la Reding. Google ha risposto in un comunicato sostenendo che
conservare le immagini per un anno è cosa "legittima e
motivata".

Intanto la Commissione Ue annuncia che vigilerà
sull'evoluzione della sentenza del Tribunale di Milano. La Ue
“segue da vicino il caso e ribadisce di appoggiare un Internet
aperto che promuova lo scambio di informazioni e opinioni come
elemento essenziale delle società democratiche”, ha detto il
portavoce del Commissario al Mercato Interno Michel Barnier.

La Ue non entra per ora nel merito della vicenda, ma
“esaminerebbe il caso” nel caso qualcuno dovesse sollevare la
questione della compatibilità della decisione italiana con le
leggi Ue. Barnier ribadisce poi come per la Ue Internet sia “una
piattaforma unica di libertà di informazione ed espressione”.

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