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Google attacca Microsoft: “Bing copia i nostri risultati”

L’azienda di Redmond replica all’accusa di concorrenza sleale: “I dati vengono comunicati dagli utenti su base volontaria. Il web si basa sull’intelligenza collettiva”

02 Feb 2011

Google non ha dubbi: la rivale Microsoft "compete in modo
sleale" e copia i suoi risultati delle Internet search nel
tentativo di restringere il predominio che Mountain View detiene
sul redditizio business della ricerca online. Matt Cutts, capo
della “qualità delle ricerche” di Google, ha definito la
condotta di Microsoft “pazzesca” e ha invitato la casa di
Redmond a rivelare quanti dati abbia raccolto dagli utenti di
Google e come li usi per determinare i risultati sul suo servizio
di ricerca, Bing.

Il colosso del software non ha direttamente respinto le accuse, ma
ha dichiarato che quanto Google sostiene si basa su “pochi casi
eccezionali”; inoltre Microsoft ha detto che sfruttare i dati
relativi alle attività sul web degli utenti di Google serve a
rifinire i risultati di Bing e riflette una pratica generalizzata
su Internet: i servizi online, nota la società di Bill Gates,
imparano dal comportamento dei navigatori.

La disputa è scoppiata dopo che Google ha reso noto l'esito di
un test effettuato proprio per dimostrare che Bing copia i suoi
risultati. Google ha inserito dei risultati fasulli sul suo motore
di ricerca in risposta a delle ricerche volutamente distorte, come
spiega Cutts sul Financial Times. Poi ha effettuato le stesse
ricerche su Bing e ha visto comparire gli stessi risultati
fasulli.

Microsoft, afferma Cutts, ha catturato i dati delle ricerche su
Google tramite il suo browser Internet Explorer 8 e la barra degli
strumenti di Bing: questi inviano a Microsoft i dettagli dei click
degli utenti di Google, purché su Explorer e Bing siano attivati
alcuni parametri. Per questo Microsoft parla di comunicazione
volontaria dei dati da parte dei navigatori. Stefan Weitz,
direttore del motore di ricerca Bing, sottolinea che i click
catturati da Internet Explorer o dalla search bar di Bing sono solo
“uno degli oltre mille segnali” che Bing usa per il suo
algoritmo di ricerca. Harry Shrum, corporate vice president di
Microsoft, cerca di abbassare i toni: “Non è esattamente
copiare. Impariamo dai dati che i clienti condividono con noi”,
dichiara. “Il web funziona proprio su questa intelligenza
collettiva”.

Come ricorda il Wall Street Journal, in passato Google è stata
accusata da alcuni esperti del settore hitech di copiare
l’interfaccia utente di Bing, tra cui la home page, la barra di
navigazione per i mancini sulla pagina dei risultati e altri
elementi. Google non ha mai commentato queste insinuazioni, ma
certo la rivalità con Microsoft sui servizi di ricerca è solo un
capitolo di uno scontro che si combatte su molteplici fronti, tra
cui la pubblicità online, il web browsing e persino i sistemi
operativi mobili.