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Google nel mirino del Garante della Privacy. Via all’istruttoria su Street View

L’autorità intende verificare la correttezza del trattamento dei dati al momento della raccolta delle info utili al servizio. Indagine aperta anche in Germania. Intanto BigG sospende il lancio di nuovi sistemi di riconoscimento facciale delle immagini digitali. Il ceo Schmidt: “Meglio muoversi con i piedi di piombo”

19 Mag 2010

Dopo che il Garante della Privacy italiano e la procura tedesca di
Amburgo hanno avviato indagini su possibili violazione della tutela
dei dati personali nel servizio Street View, Google corre ai
ripari. Il motore di ricerca ha deciso di sospendere il lancio di
una serie di nuove tecnologie, tra cui un sistema di riconoscimento
automatico dei visi ritratti nelle immagini digitali. "Prima
di lanciare nuove innovazioni, il gigante Internet intende muoversi
con i piedi di piombo", ha spiegato il ceo Eric Schmidt.

Google finora ha evitato di lanciare la tecnologia di
riconoscimento sui visi in maniera più estesa, magari consentendo
di sfruttarla per effettuare ricerche ad ampio spettro su tutte le
immagini presenti nella rete internet. "Il riconoscimento
facciale è un buon esempio – ha detto Schmidt -: qualunque cosa
faremo sarà discussa e studiata in maniera molto, molto
approfondita". Secondo l'Ft alcuni sostenitori della
tutela della privacy sostengono che un sistema simile potrebbe
essere impropriamente utilizzato, ad esempio a scopo di molestie o
di 'salking', per monitorare una persona tramite le
immagini presenti su internet. Il problema per Google è che anche
altre società si stanno muovendo su questo segmento, come la neo
nata israeliana Face.com, e bloccando le sue operazioni Google
rischia di verdersi scavalcare da altri su questo segmento.

In Italia il Garante delle Privacy apre un'istruttoria nei
confronti del motore di ricerca per "verificare la liceità e
la correttezza del trattamento dei dati personali effettuato
nell'ambito del servizio Street View", si legge in una
nota.
Il procedimento – spiega l'Autorità – “è stato aperto in
merito alla raccolta effettuata dalla società sul territorio
italiano e che, secondo quanto ammesso dalla stessa Google Italia,
ha riguardato, oltre che immagini, anche dati relativi alla
presenza di reti wireless e di apparati di rete radiomobile,
nonché frammenti di comunicazioni elettroniche, eventualmente
trasmesse dagli utenti su reti wireless non protette".

Riguardo a quest'ultima tipologia di dati, l'Autorità ha
invitato la società a "sospendere qualsiasi trattamento fino
a diversa direttiva dello stesso Garante. Con particolare
riferimento a tutti i dati eventualmente “captati” dalle Google
cars, la società dovrà comunicare al Garante la data di inizio
della raccolta delle informazioni, per quali finalità e con quali
modalità essa è stata realizzata, per quanto tempo e in quali
banche dati queste informazioni sono conservate". Google
dovrà chiarire, inoltre, "l'eventuale impiego di
apparecchiature o software 'ad hoc' per la raccolta di dati
sulle reti WiFi e sugli apparati di telefonia mobile. La società
dovrà comunicare, infine, “se i dati raccolti siano accessibili
a terzi e con quali modalità, o se siano stati ceduti".

E Google non trova pace nemmeno in Germania dove è stata avviata
un'indagine su possibili violazioni da parte del motore di
ricerca, tramite le rilevazioni di dati su connessioni internet
senza fili (WiFi) non protette, effettuate durante la sua campagna
di mappatura delle strade delle varie metropoli in Europa. A
riferire dell'indagine è stato il procuratore di Amburgo,
Wilhelm Moellers senza precisare i nomi dei dipendenti
coinvolti.

Venerdì scorso Google aveva riconosciuto, in questo senso, alcune
violazioni dei diritti di privacy, scusandosi con gli utenti. Ma le
scuse non sono bastate alle autorità tedesche: il ministro per la
Tutela dei consumatori, Ilse Aigner, ha definito il comportamento
"allarmante". "Google manca di comprensione verso la
necessità di tutelare la privacy", ha chiosato.