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Google pronta a chiudere i battenti in Cina

Financial Times: naufragate le trattative fra Mountain View e Pechino. Il motore di ricerca sta pensando a una exit strategy che non danneggi i dipendenti locali

15 Mar 2010

Google chiude in Cina. Falliscono le trattative, avviate a gennaio,
tra il governo di Pechino e il motore di ricerca americano, che è
al “99,9%” sicuro di cessare le attività della sua versione
locale google.cn, ha affermato un dirigente dell’azienda sentito
dal Financial Times. Secondo il quotidiano finanziario, il colosso
di Mountain View sta studiando il modo migliore per uscire dal
mercato cinese, in particolare per non danneggiare i suoi
dipendenti locali, che sono alcune centinaia.

Il braccio di ferro tra Pechino e Google, come noto, aveva avuto
inizio con gli attacchi hacker dello scorso dicembre diretti contro
il motore di ricerca originati, sembra, proprio in Cina. Google
aveva risposto, inizialmente, minacciando di chiudere le operazioni
locali, poi assicurando che sarebbe rimasta nel Paese asiatico, ma
senza accettare alcuna censura sui risultati di ricerca.

Il governo cinese, però, ha fatto chiaramente capire a Google che
non ha alcuna intenzione di piegarsi a compromessi sulla sua
politica di controllo del web per garantire a Google libertà di
operare sul mercato più grande del mondo. In tre anni di
attività, Google.cn ha conquistato il 30% del mercato della search
nel Paese.

La chiusura delle attività cinesi richiederà non solo strategie
per proteggere i dipendenti dalle ritorsioni delle autorità,
prosegue la fonte del Financial Times: Google sta anche studiando
un modo per tenere in piedi altre operazioni, come il centro di
ricerca e la vendita di pubblicità per il servizio in lingua
cinese Google.com al di fuori della Cina. L’azienda guidata da
Eric Schmidt esclude, invece, di cedere il controllo delle sue
attività cinesi a un player locale.

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