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Guerra Mediaset-Sky. Ora il fronte è sul calcio

Lo scontro sul digitale terrestre si sposta sui diritti sportivi. L’azienda italiana chiede l’arbitrato alla Camera di commercio di Parigi

08 Apr 2010

Nuovo capitolo della guerra Mediaset-Sky. Dopo la richiesta alla Ue
avanzata dalla tv satellitare per poter entrare nel mercato del
digitale terrestre anticipatamente rispetto ai vincoli imposti nel
2002, ora l'azienda che fa capo al premier contrattacca sui
diritti dei prossimi Mondiali di calcio del Sudafrica. 

L'azienda di Cologno Monzese punta infatti a trasmettere il
torneo sulla pay tv. Dopo aver incassato il no di Sky a una
trattativa commerciale si è rivolta alla Camera di commercio
internazionale di Parigi per affidare la controversia a un
arbitrato.
La decisione di Mediaset di scendere in campo matura a fine
novembre. Ai primi di dicembre Cologno Monzese bussa alla porta di
Viale Mazzini, ma la Rai risponde di aver ceduto i diritti a
pagamento dei Mondiali a Sky, nell'ambito dell'accordo di
scambio del 2008 con i diritti delle Olimpiadi 2010 e 2012. A quel
punto Mediaset scrive a Sky: il 23 febbraio arriva il no di Murdoch
alla cessione dei diritti pay per il digitale terrestre. No comment
a Sky. A quanto si apprende, comunque, non risulterebbe mai
pervenuta alcuna offerta economica da Cologno Monzese per
l'acquisto dei diritti dei Mondiali per il digitale terrestre
pay.

Mediaset spera che l'arbitrato imponga a Sky di cederle i
diritti richiesti, pena la violazione degli impegni presi con
Bruxelles (che impedirebbero a Murdoch di mantenere in esclusiva
diritti per piattaforme che non esercita). In subordine, pero',
spiegano ancora dall'azienda, l'arbitrato potrebbe
riconoscere a Mediaset un risarcimento danni legati ai mancati
introiti che sarebbero stati resi possibili da un arricchimento
dell'offerta. Anche perche' nel frattempo – si fa notare –
Sky ha iniziato una nuova campagna pubblicitaria incentrata proprio
sulla possibilita' di vedere 'tutti i Mondiali'
esclusivamente sulla piattaforma satellitare.
Alla Rai, in ogni caso, spetta il diritto di prima scelta: e'
Viale Mazzini a decidere, a parte gli incontri degli azzurri, quale
partita trasmettere giorno per giorno.

Resta caldo, intanto, anche il fronte del possibile sbarco
anticipato di Sky sul digitale terrestre, tema sul quale si attende
per meta' aprile la pronuncia della Commissione Ue. In un
editoriale oggi il Financial Times sottolinea che la scelta di
Bruxelles rappresentera' un vero e proprio 'test' sulla
credibilita' europea, visti anche i 'trucchi' che il
governo italiano starebbe mettendo in campo per incidere sulle
decisioni comunitarie. Se dal Pd Michele Meta chiede che
l'esecutivo svolga 'il ruolo di arbitro con maggiore
responsabilita' e attenzione', il viceministro alle
Comunicazioni Paolo Romani replica smentendo 'categoricamente
l'intenzione di agire ignorando le indicazioni della
Commissione europea' e ribadendo che il recente incontro con il
commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia 'e'
stato volto a significare la posizione del governo e le
preoccupazioni del mercato radiotelevisivo, nazionale e locale, su
una decisione, sollecitata dalle pressioni di un unico operatore
statunitense monopolista del mercato satellitare e della pay tv,
che rischia di sconvolgere il mercato del digitale terrestre'.

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